Acqua in bocca, Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli
luglio 12, 2010 by Silbietta
All’ispettore capo
Grazia Negro
Squadra Mobile
Questura di BolognaCara Grazia Negro,
ho ricevuto la tua lettera e gli allegati.
Sono molto indeciso se darti una mano o no perchè tu mi sembri una che le rogne va a cercarsele. E la rogna è contagiosa. Non mi riferisco al fatto che tu voglia portare avanti un’indagine che ti è stata espressamente vietata dai tuoi superiori, questo semmai ti renderebbe simpatica ai miei occhi, no, mi riferisco al fatto che tu intendi coinvolgermi in una specie d’indagine privata e non autorizzata facaendomene richiesta su carta intestata della Questura di Bologna e oltretutto indirizzando la lettera al Commissario di Vigata! E infatti la lettera è stata aperta da Catarella che mi ha telefonato a Marinella dicendomi che un negro aveva ammazzato un certo Rossi che di nome faceva Pesciolini…
Smentiamo Catarella dicendo subito che il romanzo parte da una lettera inviata dall’Isp. Grazia Negro a Montalbano con la quale chiede la sua collaborazione nel caso dell’omicidio avvenuto a Bologna di un uomo nato a Vigata. E informandolo che sul luogo del delitto erano stati rinvenuti anche due pesciolini rossi….E che quella citata è una parte della risposta di Montalbano…
E non è che uno dei brillanti dialoghi epistolari tra i due!
La recensione
Ok ok. In molti hanno detto che è stata più che altro una furba trovata commerciale. Ma, nel complesso Acqua in bocca è un romanzo che ti affascina, ti diverte. Un po’ mi è spiaciuto per la sua brevità…ma non più di tanto.
Dopotutto la premessa era che si trattasse di un’esercitazione creativa a 4 mani.
E, si sa, le esercitazioni sono brevi, rispetto ad un romanzo vero e proprio.
Se poi le 4 mani in questione sono quelle di Andrea Camilleri e Carlo Lucarelli, allora ci si può aspettare di tutto!
Mi è piaciuto il modo in cui hanno impostato il racconto, attraverso le lettere che si scambiavano Montalbano e la Negro, arricchite da deposizioni, foto, messaggi cifrati (i pizzini di Montalbano!
)…fino ad un brevissima incursione di un altro noto personaggio di Lucarelli, ovvero quel “casinaro” di Coliandro.
Mi ha divertito scoprire che il libro è stato sviluppato realmente per via epistolare, con uno dei due scrittori che scriveva il suo paragrafo, lo mandava all’altro che, come in una vera e propria partita di scacchi, pensava al paragrafo (o mossa) successivo, lo scriveva e lo mandava all’altro.
Pura improvvisazione letteraria!
Ora spero vivamente che i due decidano di ampliare la collaborazione, positivissima, con un romanzo di quelli “veri”.
ACQUA IN BOCCA
Andrea Camilleri, Carlo Lucarelli
Minimum Fax, 2010, 108 pag., € 10,00
ISBN 9788875212780











E secondo te io fan sfegatata di Montalbano posso non leggerlo ?
io l’ho comprato…ma l’ho infilato in valigia per leggermelo in vacanza!!
Buongustaia
Per Camilleri la formula epistolare del romanzo/giallo non è una novità, basta leggere opere più riuscita di quest’ultima (un po’ deboluccia come trama!) come LA SCOMPARSA DI PATO’; LA CONCESSIONE DEL TELEFONO o il più recente NIPOTE DEL NEGUS.
La scomparsa di Patò è stato il primo di Camilleri che ho letto el’ho trovato bellissimo