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Cappuccetto a pois

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Ricominciamo a pubblicare, dopo le vacanze estive, i vostri lavori per il Contest di Zebuk. E ricominciamo alla grande, perchè oggi ospitiamo una ragazza, Claudia, davvero interessante: ha 13 anni e ha delle passioni veramente entusiasmanti e particolari.
E questo, secondo me, è un bellissimo segno da lanciare nella Rete: nel mondo esistono ragazzi pieni di intelligenze e capacità, con tanto talento e pieni di valori. Non dimentichiamoci che abbiamo la responsabilità di migliorare il mondo per consegnarlo nelle loro mani!

Ecco come si presenta Claudia:
Mi chiamo Claudia, ho 13 anni e ho due sorelle.
Da 4 anni pratico nuoto agonistico e frequento un corso di arte circense. Il mio cibo preferito sono gli spaghetti al pomodoro e la torta al cioccolato.
Amo leggere (soprattutto i fantasy) e il mio film preferito é Cinderella story che ho visto 19 volte. Mi piace disegnare e ascoltare la musica hardcore.


Cappuccetto a pois

C’era una volta una bambina che si chiamava Cappuccetto a pois, perché era sempre vestita con una felpa a pois colorati.Viveva con i suoi genitori in una villa gigantesca affacciata sulla spiaggia.Cappuccetto andava a scuola con una limousine a pois guidata dal suo autista personale,Chris.Cappuccetto aveva tutte le cose che possono avere i bambini d’oggi,ma a lei non interessava nulla poiché non aveva nemmeno un amico o un’amica con cui giocare.

Un giorno disse alla mamma che voleva andare a cercare un amico,ma la mamma non era d’accordo perché non voleva che Cappuccetto uscisse da sola in quanto essa aveva solo otto anni. Tuttavia,dopo che la mamma vide Cappuccetto a pois tutta sola,acconsentì alla proposta della figlia e preparò il cestino per la merenda,invitando Cappuccetto a uscire.Non potete immaginare la gioia di Cappuccetto a pois quando sentì quelle parole!Si mise subito la felpa a pois colorati anche se faceva molto caldo,uscì di corsa osservando il mare cristallino davanti a sé, fece un grande sospiro di sollievo e si mise a correre per arrivare,dopo qualche metro,in spiaggia.La sabbia scottava e Cappuccetto dovette utilizzare le ciabatte per camminare.
Dopo un’ora di passeggiata si rese conto che di bambini non c’era ombra; rattristata decise di tornare indietro ma, quando si voltò vide, sopra la staccionata, un gatto con tanto di cappello, stivali, mantello e una spada affilatissima. Cappuccetto restò immobile e il gatto le chiese cosa faceva lì impalata e le disse di dire le sue ultime parole prima di morire infilzata con la sua spada.

Cappuccetto,che nel frattempo si era ripresa dallo spavento,gli gridò che era un gattino molto carino e innocuo. Il gatto le rispose che quello non era il momento per scherzare e replicò che l’avrebbe uccisa prima di portarla all’assemblea delle “Fiabe in pericolo”.Cappuccetto dichiarò di non andare a quella stupidissima assemblea.il gattaccio stava per infilzarla quando una voce dolce e melodiosa lo fermò; era la voce più melodiosa che Cappuccetto a pois avesse mai sentito; si voltò e vide una fata svolazzare nell’aria di fronte a sé. Cappuccetto pensò che stava sognando, ma, dopo essersi strofinata gli occhi, vide che era la realtà. La fata le disse di chiamarsi Guendalina e le fece molti complimenti per la sua felpa a pois colorati che le ricordava una bambina soprannominata Cappuccetto rosso. Cappuccetto arrossì e si ricordò che Guendalina era una grande amica della fata Smemorina. Il gatto, che era molto arrabbiato, disse alla fata di portare quella specie di essere umano all’“assemblea delle fiabe in pericolo”.

La fata, che era molto gentile, chiese al gatto cosa avesse fatto di così brutto quella bambina per essere portata a quell’assemblea; il gatto dapprima borbottò, poi smise di parlare ripensando alla domanda che gli aveva fatto la fata, ma non proferì alcuna risposta.Con un tocco di bacchetta magica il gatto, la fata e Cappuccetto a pois si ritrovarono nel paese delle fiabe.Cappuccetto restò immobilizzata quando vide i tre porcellini alle prese nel costruire le loro case ( che però erano fatte tutte e tre di mattoni ), Cenerentola a pulire il pavimento con un moderno aspirapolvere e Biancaneve che dormiva beata ( non in una bara, ma in un letto a baldacchino con anche il materasso).La fata capì che Cappuccetto a pois non si immaginava neanche che al di fuori delle fiabe esistessero i personaggi e così le disse che poteva fare un giretto prima che la ricevesse il “gatto Mammone”, che era il capo dell’assemblea delle fiabe.Mentre faceva il suo giretto panoramico per la città Cappuccetto si accorse che era un poco diversa dalle fiabe che leggeva sui libri; ad esempio: C’erano i lupi in macchina, le principesse che abitavano nei grattacieli e i semafori con i colori viola, azzurro e blu. Cappuccetto a pois rimase molto stupita quando vide un lupo regalarle delle caramelle “tutti i gusti più uno” e una bambola con il vestito rosa ( ovviamente a pois ). Cappuccetto gli disse che doveva andare prima che la mangiasse.Il lupo le rispose che non aveva intenzione di mangiare nessuno e aggiunse che era vegetariano.

Cappuccetto, che non credeva alle sue parole, corse più veloce che poteva e, arrivata dalla fata, le raccontò l’accaduto; la fata le rispose che i lupi erano bravissimi e gentili con le persone che lo meritavano.Cappuccetto a pois corse subito indietro a chiedere scusa al lupo e si rese conto di aver trovato un amico.Il gatto Mammone si decise a ricevere la “bella bambina”descritta dalla fata e, mentre aspettava Cappuccetto, disse al gatto con gli stivali di andare a spaventare qualche altro bambino e non una bimba indifesa.Il gatto con gli stivali era felice che la fata avesse portato Cappuccetto a pois nel paese delle fiabe così, una volta per tutte, l’avrebbe uccisa e mangiata durante l’inverno; era anche molto arrabbiato con il gatto Mammone perché gli disse che con la sua spadina non uccideva proprio nessuno.Intanto la fata Guendalina disse a Cappuccetto che doveva andare dal gatto Mammone.

Appena arrivati nell’umile dimora del gatto, Cappuccetto aiutò un drago ad accendere il fuoco nel caminetto, aiutò la fata Guendalina a sistemare il libro degli incantesimi, di cui aveva perso tutte le pagine e aiutò il principe di Cenerentola ad aprire la porta d’ingresso poiché era chiusa a chiave.Il gatto Mammone era bello, con il pelo bianco e la coda nera come il carbone.Chiese a Cappuccetto che cosa volesse e lei gli rispose che era una bambina con moltissimi giochi; ma non aveva nessuno con cui dividerli.Il gatto le regalò un bellissimo gattino e le disse che le avrebbe fatto compagnia quando si sentiva sola, Cappuccetto a pois lo ringraziò moltissimo e gli disse di voler tornare a casa.Il gatto le rispose che se lo meritava poichè aveva aiutato il drago, la fata Guendalina che è un poco disordinata e il principe azzuro a trovare Cenerentola esaudì il suo desiderio e le disse una formula magica per tornare nel paese delle fiabe “Grachetigrazie”.
Cappuccetto si sentì sollevare da terra e subito si ritrovò sulla spiaggia con il suo gattino tra le braccia. Tornò a casa e raccontò alla mamma quello che le era accaduto. La mamma non le credette e pensò che la sua bambina doveva aver giocato troppo, la mise a letto e si addormentò subito e sognò lupi che regalavano caramelle, gatti armati di spada e tutte le cose belle che aveva vissuto in quel giorno.

Da quel momento Cappuccetto usò spesso la formula magica per tornare dai suoi amici nel regno delle fiabe strampalate e non si sentì più sola.

4 COMMENTS

  1. Ma che fantasia hai tu, Claudia?
    Altro che fiabe in pericolo: con nuovi scrittori come te le fiabe non devono davvero aver paura di sparire…! ;-))
    Brava!

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