Carlo Collodi

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Eccoci al racconto di chi fosse Carlo Collodi (all’anagrafe Carlo Lorenzini), il celebre papà di Pinocchio. Vi avevamo promesso che avremmo scoperto qualcosa in più di lui e delle sue opere, che saremmo andati ‘oltre’ il celeberrimo Pinocchio, alla ricerca della produzione di questo autore per il resto quasi sconosciuto ed eccoci qui!

Cenni biografici

Carlo Collodi nacque a Firenze il 24 novembre 1826 e vi morì il 26 ottobre 1890, fu scrittore e giornalista. Il padre era un cuoco e la madre una domestica e lui poté studiare solo grazie all’aiuto della Famiglia Ginori (proprietaria della manifattura Ginori, famosa produttrice di porcellane, presso la quale lavorava il padre). I suoi studi comprendono anni in seminario, lezioni di retorica e di filosofia. Sempre continuando a studiare iniziò a lavorare nella libreria Piatti a Firenze e in poco tempo diventò redattore ed iniziò a scrivere per diverse riviste, fino a fondarne una sua, Il Lampione, rivista satirica censurata poco tempo dopo. Nel frattempo – era il 1848 – si arruolò volontario per combattere in Piemonte nella Prima Guerra d’Indipendenza, insieme ad altri studenti; fece anche carriera politica, diventando l’anno dopo segretario ministeriale.

Per la prima volta nel 1856 scrisse un articolo firmandosi con lo pseudonimo di Collodi (dal nome del paese di origine della madre, in provincia di Pistoia, un piccolo borgo rimasto come tanti secoli fa, “una cascata di case di pietra che termina a ridosso della Villa Garzoni e del suo scenografico giardino”: qui nacque la madre di Carlo Lorenzini e qui lo scrittore trascorse l’infanzia, presso i nonni Orzali). Sempre in quell’anno pubblicò le sue prime opere importanti: Gli amici di casa e Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica.

Articoli, piccole commedie, alcune prime opere importanti, un’attività letteraria intensa e costruttiva, portarono i meritati frutti e dopo la sua partecipazione alla Seconda Guerra d’Indipendenza, nel 1868 venne invitato dal Ministero della Pubblica Istruzione per collaborare alla redazione di un dizionario di lingua parlata, il Novo vocabolario della lingua italiana secondo l’uso di Firenze.

Collodi scrittore per ragazzi

Negli anni seguenti vari incarichi lo portarono ad affrontare tematiche diverse, e si avvicinò alla letteratura per bambini, pubblicando una traduzione delle fiabe francesi più famose: I racconti delle fate (ve ne parleremo presto!) è l’adattamento dei testi di Charles Perrault ed altri autori francesi, integrato anche da una morale.

Da quel momento Carlo Collodi cominciò a scrivere prevalentemente testi per bambini, sebbene continuasse comunque la sua attività di commediografo e di giornalista, partecipando inoltre, sempre in modo molto attivo, alla vita politica e sociale del paese (Collodi era affiliato alla massoneria e nei suoi testi si possono trovare moltissimi riferimenti, simboli e metafore che riportano all’iniziazione massonica).

La letteratura ottocentesca per ragazzi, in Italia sull’esempio di quello che già era accaduto all’estero, proponeva situazioni ed emozioni crudeli e ‘forti’: c’era in effetti un gusto per l’orrido, per il tenebroso, per le disavventure che portavano spesso a brutti finali (si pensi a Dickens e ai fratelli Grimm ed alle loro storie, che a leggerle oggi, ‘da grandi’, sono davvero incredibilmente dure con l’innocenza dei più piccoli!)

In realtà bisogna pensare che molto spesso queste storie, piuttosto che come favole per ragazzi, fossero scritte dagli autori come allegorie della società contemporanea, (come già era accaduto nel secolo precedente con libri come I viaggi di Gulliver), critiche dure e impietose dei contrasti e delle corruzioni presenti in un periodo in cui c’era grande attenzione e severità per la ‘forma’.

L’intento degli scrittori era comunque quello di raccontare storie che fossero ‘educative’ per i ragazzi che dovevano leggerle e che allo stesso tempo infondessero in loro la curiosità e la passione per lo studio: che si trattasse di grammatica o di geografia, i libri di Collodi (vedi ad esempio Giannettino, personaggio che accompagnava i bambini delle scuole elementari) avevano la preziosa caratteristica di coinvolgere il bambino ed immergerlo nella storia:

“Bisogna leggerlo, per farsi un’idea della malizia, dell’astuzia e di tutte le arti alle quali ricorre l’autore per costringere il giovane lettore a leggere senza saltare un rigo solo” (tratto dalla nota ad un articolo del Messaggero del 13 settembre 1880).

Impossibile non accennare poi a Pinocchio: nonostante tutto il lavoro che abbia davvero realizzato nella sua carriera lavorativa, Collodi è ricordato quasi solo per questa sua opera, il libro più letto e venduto dopo la Bibbia e il Corano. Il 7 luglio 1881, sul primo numero del Giornale per i bambini, primo dei periodici italiani per i ragazzi, uscì la prima puntata de Le avventure di Pinocchio, con il titolo Storia di un burattino. E’ del 1883 la prima pubblicazione in un volume unico.

Le opere

  • Gli amici di casa (Firenze, Riva 1856)
  • Un romanzo in vapore. Da Firenze a Livorno. Guida storico-umoristica (Firenze, G. Mariani, 1856)
  • I misteri di Firenze. Scene sociali (Firenze, Fioretti, 1857)
  • Il sig. Albèri ha ragione!… Dialogo apologetico (Firenze, Tipografia Galileiana, 1859);
  • La manifattura delle porcellane di Doccia. Cenni illustrativi raccolti da C.L. (Firenze, Grazzini Giannini e C., 1861)
  • I racconti delle fate, voltati in italiano da C. Collodi (Firenze, Paggi, 1876)
  • Giannettino (Firenze, Paggi, 1877)
  • Minuzzolo (Firenze, Paggi, 1878);
  • Macchiette (Milano, Brigola, 1880)
  • Il viaggio per l’Italia di Giannettino. Parte prima (L’Italia superiore) (Firenze, Paggi, 1880);
  • Occhi e nasi. Ricordi dal vero (Firenze, Paggi, 1881)
  • Le avventure di Pinocchio (Firenze, Paggi, 1883);
  • La grammatica di Giannettino per le scuole elementari (Firenze, Paggi, 1883);
  • Il viaggio per l’Italia di Giannettino. Parte seconda (l’Italia centrale) (Firenze, Paggi, 1883);
  • Il regalo del Capo d’Anno (Torino, Paravia, 1884)
  • L’abbaco di Giannettino per le scuole elementari (Firenze, Paggi, 1884);
  • Libro di lezioni per la seconda classe elementare (Firenze, Paggi, 1885);
  • Un’antipatia (Roma, Perino, 1885)
  • La geografia di Giannettino (Firenze, Paggi, 1886);
  • Il viaggio per l’Italia di Giannettino. Parte terza (l’Italia meridionale) (Firenze, Paggi, 1886);
  • Storie allegre (Firenze, Paggi, 1887)
  • Libro di lezioni per la terza classe elementare (Firenze, Paggi, 1889);
  • La lanterna magica di Giannettino (Firenze, Bemporad, 1890);
  • Divagazioni critico-umoristiche, raccolte e ordinate da Giuseppe Rigutini (postumo, Firenze, Bemporad, 1892)
  • Note gaie, raccolte e ordinate da Giuseppe Rigutini (postumo, Firenze, Bemporad, 1892);
  • Bettino Ricasoli, Camillo Cavour, Luigi Carlo Farini, Daniele Manin. Biografie del Risorgimento (postumo, Firenze, Marzocco, 1941)
  • I ragazzi grandi. Bozzetti e studi dal vero, a cura di Daniela Marcheschi; con una nota di Carlo Alberto Madrignani (Palermo, Sellerio, 1989)
  • Cronache dall’Ottocento, a cura di Daniela Marcheschi

(fonti e riferimenti bibliografici: Wikipedia e Sito Ufficiale della Fondazione Nazionale Carlo Collodi)

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle.
Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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