Il banchetto, Orazio Bagnasco

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Nel salone dove l’indomani si sarebbe svolto il grande banchetto, lunghe tavole provvisorie erano state preparate con vivande di ogni tipo: code di castrato con porri in graticola, beccacce arrosto con pan unto, starne alla catalana, carbonata di prosciutto con sugo di limoni, minestre di zanzarelli, minestra di semi di canapa, lasagne di pelle di cappone, torte di castagne, torte di ceci. Nel frattempo, le braciole di vitello tagliate sottili, battute e marinate nel sale e nel finocchio per mezz’ora, vennero passate sulla graticola e servite calde, calde.Vi erano poi le rape armate, che mastro Stefano, dopo averle affettate, faceva dapprima scottare nella cenere e poi cuocere in padella, come una torta, in strati alternati con buon formaggio grasso. I commensali, non più infreddoliti e ormai quasi sazi, terminarono con porzioni di pignoccate e di Savorea, un dolce a base di zucchero, amido e acqua rosata, e poi ancora con prugne nello sciroppo, conserva di pere, confetti con muschio.

Nel 1488 si festeggiano le nozze tra Gian Galeazzo Sforza e Isabella d’Aragona. Nel piccolo borgo di Tortona fervono i preparativi per quello che sarà, a memoria d’uomo, il banchetto più lussuoso che si sia mai visto. Nel frattempo una delegazione di 400 nobili tra dame e cavalieri lombardi sta accompagnando la giovane Isabella nella sua traversata  per mare da Napoli a Genova e poi via terra fino a Tortona. Siamo in pieno inverno, probabilmente uno dei più freddi che si ricordino, e tutti non vedono l’ora di arrivare a destinazione ma il viaggio è macchiato da una serie di delitti che lascia tutti sbigottiti.  Chi può mai volere, infatti, la morte di alcuni giovani nobili scapestrati, amici di Gian Galeazzo, noti a tutti come la banda del castello di Vigevano?  Nel frattempo i preparativi per il grande banchetto continuano e Mastro Stefano, il Gran Cuciniere, prepara i piatti più ricercati e d’effetto che conosca per stupire con la sua maestrìa la giovane prinicipessa.

Ricostruzione storica accurata e grande studio dei cibi dell’epoca, il libro ci apre una finestra sui gusti e le abitudini del tardo quattrocento tuffandoci nelle cucine dove gli spiedi gigateschi cuociono per giorni, le spezie si mettono ovunque perchè sinonimo di ricchezza e opulenza e dove un pasto non può considerarsi degno senza alcune portate di cacciagione e almeno otto diversi tipi di potages.

IL BANCHETTO
Autore: Orazio Bagnasco
Mondadori, 1997,  p. 358, €. 15,49

3 commenti su “Il banchetto, Orazio Bagnasco

  1. polepole scrive:

    Questo libro deve essere una perla! Prezioso come non mai… solo a citazione mi ha fatto venire l’acquolina in bocca e quelle braciole di vitello… quasi quasi le provo alla prossima occasione!
    Bello Siby! Grazie per il consiglio… :)

    • SIBY scrive:

      Il libro è ricchissimo di descrizioni come quella nella citazione. Alla fine io mi sono chiesta – ma quanto mangiavano?- :D

  2. AYLE scrive:

    ciao francy qunto mangiavano…….. con tutte le cose sfiziose che prpari te potevi benissimo far concorrenza ai cuoichi del’epoca

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