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Osvaldo Soriano

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C’è un momento per ritirarsi prima che lo spettacolo diventi grottesco. (Osvaldo Soriano)

L’autore di questo mese mi riporta agli anni in cui frequentavo l’Università.
Perchè è stato proprio in quel periodo che ho avuto modo di conoscere il suo straordinario talento letterario.
E oggi cercherò di farlo conoscere un pochino meglio anche a voi.

I suoi romanzi sono molto particolari, perchè si parla spesso di cose serie, si critica la violenza del potere, si parla di democrazia. Ma il suo spiccato senso dell’humor è il marchio di fabbrica di Soriano.
Io me lo sono sempre immaginata seduto alla scrivania, con la sua fida macchina per scrivere, magari con la sigaretta accesa posata sul labbro leggermente di traverso, che crea le sue storie avvolto da una nuvola di fumo.
Un po’ come quei detective anni ’50 che si vedono nei film o che vengono descritti in certi romanzi gialli.
Ma questa sua attività veniva svolta esclusivamente di notte, in compagnia dell’amato gatto…perchè il giorno era dedicato al riposo.

Se si vuole seriamente conoscere la realtà e la letteratura argentina, non si può, secondo me, evitare di leggere le opere di Soriano.
Perchè sono impregnate di significato, e di attacchi contro la dittatura.
E per questo è stato censurato nel suo paese.
Il suo primo grande amore è stato il calcio, che troviamo spesso come motivo ricorrente nei suoi romanzi.

Cenni biografici

Figlio di un catalano ispettore dell’azienda incaricata del servizio di acqua potabile in Argentina, Osvaldo Soriano (Mar del Plata, 6 gennaio 1943 – Buenos Aires, 29 gennaio 1997) trascorse  la sua infanzia insieme alla famiglia in giro per l’Argentina. Ogni volta che suo padre veniva trasferito, la famiglia si spostava di paese in paese.
All’età di  26 anni, nel 1969, si trasferì  a Buenos Aires, dove lavorò come cronista nella redazione della rivista “Primera Plana”.
Nel 1971 entrò a far parte della redazione del  quotidiano La Opinión, di ispirazione liberale, che subì pressioni dal governo.
Nel periodo di forzata interruzione del suo lavoro presso La Opinión (per le sue idee troppo liberali), Soriano si dedicò alla stesura di racconti che ricostruivano la vita dell’attore inglese Stan Laurel.
E mentre i racconti prendevano vita, si trasformarono in un romanzo: Triste, solitario y final, una affettuosa e struggente parodia, ambientata a Los Angeles e con protagonista Philip Marlowe.
Soriano, che non era mai stato a Los Angeles, vi si recò in visita per la prima volta poco dopo la pubblicazione del romanzo, per recarsi anche a visitare la tomba di Stan Laurel e depositarvi una copia del suo libro.
Fuggì dall’Argentina dopo il colpo di stato del  1976 e si trasferì  prima in Belgio e poi a Parigi, dove rimase fino al 1984.
Rientrato in patria dopo molti anni, riprese a scrivere racconti, quattro dei quali divennero anche dei film.
Morì il 29 gennaio del 1997, a 53 anni, per un cancro ai polmoni.

Bibliografia

  • Triste, solitario y final (1973, pubblicato in Italia nel 1978)
  • Mai più pene né oblio (1979, pubblicato in Italia nello stesso anno)
  • Quartieri d’inverno (1981, pubblicato in Italia nello stesso anno)
  • Artisti, pazzi e criminali (1983, pubblicato in Italia nel 1996)
  • Ribelli, sognatori e fuggitivi (1987, pubblicato in Italia nel 2001)
  • La resa del leone (1986, pubblicato in Italia nel 1995)
  • Un’ombra ben presto sarai (1990)
  • L’occhio della patria (1992)
  • Pensare con i piedi (1994, pubblicato in Italia nel 1995)
  • L’ora senz’ombra (1995, pubblicato in Italia nel 1996)
  • Pirati, fantasmi e dinosauri (1996)
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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