Sono una cattiva mamma, Ayelet Waldman
settembre 26, 2011 by angela
“Una buona mamma serve sempre frutta fresca a colazione, adora giocare con i suoi bambini, compra loro vestiti deliziosi, non alza mai la voce. E la sera non è mai troppo stanca per fare sesso con papà.”
L’autrice di “Sono una cattiva mamma” ha affrontato il tema della maternità e dell’essere madre oggi, concludendo che in ogni caso si è pessime madri, sia che si lavori sia che si faccia la casalinga.
Il libro è nato dopo che lei aveva affermato di amare più il marito ai figli scrivendolo sul New York Times, per difendersi dalle accuse che ha ricevuto sui vari blog e giornali. Un’affermazione un po’ esagerata detta da una mamma di 4 figli, anche perché credo che l’amore per il marito sia un amore diverso da quello per i figli, ma non per questo è giusto stilare una classifica.
Ci racconta le sue mille difficoltà, che sono poi quelle di tutte le mamme del mondo, ma ci fa capire che in fondo i figli hanno bisogno di mamme anche imperfette, perché quelle perfette in realtà non esistono.
Tra le tante cose afferma di essere una mamma “consapevole” e non “buona”, definizione che le si addice. Tra i vari temi trattati c’è l’evolversi in positivo del rapporto con la suocera, la diagnosi della sindromi da deficit di attenzione e iperattività diagnostica ad uno dei suoi figli, un aborto , la divisione dei lavori domestici, l’educazione femminista impartitale dalla madre.
Un personaggio che a volte ho ammirato altre volte un po’ meno, perché non sempre ho condiviso le sue scelte.
Lo avete letto, cosa ne pensate? Siamo delle buone o delle cattive madri?
Buona lettura.
Sono una cattiva mamma
Ayelet Waldman
Rizzoli, 2011, p. 263, € 17,90
ISBN978-88-17-04775-3











Be’, io il libro non l’ho letto ma devo dire che in linea di massima mi piace il fatto di non volermi descrivere come una “buona” mamma: lo sappiamo tutte cosa voglia dire dividersi tra mille cose, impegni, necessità. Lo sappiamo quanto costi a livello emotivo e psichico il dedicarsi costantemente a qualcuno che dipende così fortemente da te. Lo sappiamo che se non impariamo a gestire il nostro tempo in maniera mooooolto elastica l’unico che ci guadagna alla fine è l’analista…
insomma: credo che per essere una buona mamma si debba prima di tutto non essere (non pretendere di essere) perfetta. E questo non perché io non tenga a mia figlia o non voglia il meglio per lei (e non parlo della ‘marca’…
) o perché lei non sia sempre il primo dei miei pensieri: questo soprattutto perché per far felici loro e per farli stare bene, i primi ad essere felici dobbiamo essere noi.
Magari anche migliorando il rapporto con la suocera, se ci riusciamo, perché no?
Grazie del consiglio, Angela. Cercherò questo libro, per capire meglio l’opinione della ‘cattiva’ mamma…
Anch’io non ho letto il libro, ma è un tema che mi interessa. Ho infatti appena finito di leggere Mamme cattivissime? di Elisabeth Badinter. Il titolo originale è “Le conflit. La femme e la mère” e ben dimostra come il ruolo della donna-madre sia sotto i riflettori. Si possono o meno condividere le conclusioni dell’autrice francese, ma un dato mi sembra abbastanza certo: la letteratura comincia a dare una rappresentazione di noi donne-mamme un po’ meno ideale e idealizzata di quanto le riviste patinate e le pubblicità vogliono farci credere.
Concordo con te, e aggiungo anche era ora…