Nick Hornby

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Con un figlio disabile impari molto rapidamente a rinunciare alle tue ambizioni di un tempo e cominci a nutrirne altre […] Per questo amo il suo rapporto con la musica: mi fa capire che dentro di sé ha qualcosa che gli altri possono aiutarlo a esprimere. Anzi, pensandoci bene, questo è il motivo per cui amo il rapporto che lega chiunque alla musica: perché in noi c’è qualcosa che va oltre i limiti delle parole, qualcosa che si sottrae ai nostri tentativi di tirar fuori il nostro pensiero. È la parte migliore di noi, probabilmente, quella più ricca e strana, e anche Danny ce l’ha, ovvio; solo che lui è stato dispensato dall’esprimere le cose più terrene e meno preziose. (Nick Hornby da “Trentuno Canzoni”)

Riprendiamo il nostro Angolo di… parlandovi di un autore inglese famoso per le sue commedie divertenti, per i suoi personaggi così reali e a volte un po’ strambi. E per il fatto che molti dei suoi romanzi siano diventati dei film di grande successo.

Nick Hornby (perchè, se non lo avete capito prima, è di lui che stiamo parlando) nasce a Redhill, (nel Surrey) il 17 aprile del 1957.
I suoi genitori divorziano quando lui di anni ne ha 11.
E mentre suo padre gira per il mondo, lui resta con la madre.
Studia presso la  Maidenhead Grammar School e il Jesus College, Cambridge.

Si sposa due volte.
Dal primo matrimonio nasce Danny, nel 1992, malato di autismo.
Con la seconda moglie, la produttrice Amanda Posey, ha due figli, nati nel 2003 e nel 2005

Sua sorella Gill è sposata con lo scrittore Robert Harris.

I suoi romanzi.

Il 1991 segna l’inizio della sua carriera letteraria: esce, infatti, Febbre a 90°, storia autobiografica della sua sconfinata passione calcistica per la squadra dell’Arsenal.
Il successo è talmente immediato e forte che riceve il premio come libro dell’anno per la William Hill Sports.
Nel 1997 esce il film tratto da questo romanzo e, nel 2005 ne verrà fatta anche una versione americana incentrata, però, sul baseball.
Grazie al successo di questo libro Hornby ha la possibilità di iniziare a scrivere articoli per il Sunday Times, Time Out e il Times Literary Supplement, oltre che occuparsi di recensioni musicali per il New Yorker.
Il suo secondo romanzo, Alta Fedeltà, la storia di un collezionista di dischi nevrotico, vede la luce nel 1995.
Anche in questo caso ci sarà l’adattamento cinematografico nel 2000 (con John Cusack) e la realizzazione del musical omonimo nel 2006.

Il 1998 “nascono” due tipi decisamente accattivanti dalla penna di Hornby: Will e Marcus, i protagonisti di About a Boy.
Grande successo letterario anche in questo caso ed ennesimo adattamento cinematografico (con Hugh Grant e Nicholas Hoult) nel 2002.
Nel 1999, Hornby riceve il E. M. Forster Award of the American Academy of Arts and Letters.

Nel 2001 è la volta di Come diventare buoni, con il quale vince il W.H. Smith Award for Fiction nel 2002.

Nel 2002 pubblica, insieme ad altri scrittori suoi amici (tra i quali Zadie Smith Irvine Welsh, Helen Fielding, Roddy Doyle, Melissa Bank e Dave Eggers) Speaking with the Angel, una raccolta di 12 racconti brevi e il cui ricavato verrà donato alla TreeHouse, un’associazione che si occupa di bambini affetti da autismo, disturbo del quale soffre il suo primo figlio.

Oltre ai romanzi, Hornby ha anche scritto saggi sulla cultura musicale e, in particolare sulla musica pop.
Il suo rapporto con la musica è stato sviscerato anche in 31 Canzoni, una sorta di mini viaggio musicale alla scoperta delle sue passioni…delle sue canzoni preferite.
Nel 2005 pubblica Non buttiamoci giù e nel 2007 Tutto per una ragazza, che è, di fatto, il suo primo romanzo di genre Young Adult, che narra la storia di Slam, skater sedicenne la cui vita cambia drasticamente quando la sua ragazza scopre di essere incinta.
Il suo ultimo romanzo ad essere pubblicato in ordine di tempo è Tutta un’altra musica, nel 2009, ovvero il racconto di una rock star degli anni ’80 sul viale del tramonto…ma non troppo.

Insomma, una carriera di tutto rispetto, all’insegna di personaggi indimenticabili e altamente ironici (con qualche virata verso il serio…ma giusto di tanto in tanto).

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40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

3 COMMENTS

  1. Io sto leggendo (a rilento, perché purtroppo ultimamente faccio tutto a rilento) Non buttiamoci giù. Nutro qualche riserva sulla traduzione, nel senso che alcune parti mi suonano strane, e soprattutto si perde l’accento americano di uno dei protagonisti vs l’accento inglese degli altri.
    Però, a parte questo, mi piace, e credo che proseguirò con altri suoi romanzi! 🙂

    • Ecco quello devo leggerlo anch’io in italiano…mi sa tanto che una volta finito lo prendo in inglese così magari ti dico se ci avevi visto giusto. 🙂

  2. SE volete una chicca leggete “una vita da lettore”: la raccolta degli articoli per il Biliever, dove mette in fila i libri letti e fa delle divagazioni molto di vertenti (e sacre, a parer mio) sulla letteratura e sui letterati.

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