Parigi, luglio 1942
La bambina fu la prima a udire che qualcuno bussava forte alla porta. La sua camera era la più vicina all’ingresso. Sulle prime, intontita dal sonno, pensò fosse il padre che saliva dal suo nascondiglio in cantina. Aveva dimenticato le chiavi e si era spazientito perchè nessuno aveva sentito i suoi primi, timidi colpi. Ma poi nel silenzio della notte le giunsero voci dure e aggressive. Il padre non c’entrava per nulla. “Polizia! Aprite! Subito!” I colpi ripresero più decisi, rintronandole fin nel midollo. Il fratellino, nel letto accanto, si mosse nel sonno. “Polizia! Aprite! Aprite!” Che ora era? Sbirciò tra le tende. Ancora buio, fuori.
Nel luglio del 42, a Parigi, la polizia rastrellò tutti gli ebrei e li rinchiuse nel Vel d’Hiv, il velodromo d’inverno, e poi li deportò nei campi di concentramento. Migliaia di famiglie, in condizioni disumane, rinchiuse nel velodromo per giorni, e poi gassate, quattromila bambini, nati in Francia quindi francesi a tutti gli effetti, spediti ad Auschwitz e mai più tornati.
La piccola Sarah insieme alla madre e al padre viene presa, solo il fratellino non viene trovato dalla polizia perchè Sarah lo rinchiude nell’armadio a muro promettendo che tornerà a prenderlo.
Ai giorni nostri Julia, giornalista americana trapiantata a Parigi, comincia a indagare su quella notte del rastrellamento e si ritrova a cercare la piccola Sarah per capire che fine abbia fatto. Scomparsa dai registri, della bambina non si hanno notizie. Cosa le sarà successo in quell’estate del 42?
Il libro di Tatiana de Rosnay getta una luce su una parte davvero vergognosa di storia contemporanea. La trama è coinvolgente e commovente. La narrazione è a voci alterne. Una bellissima storia che merita di essere letta.
Il 13 gennaio esce nei cinema italiani la trasposizione cinematografica del libro.
La chiave di Sarah
Tatiana de Rosnay
Mondadori, 2007, p. 319, €. 17,50









interessante
Bellissimo, specialmente la prima parte in cui è la piccola Sarah la protagonista.
Ogni volta quando penso che sono cose successe davvero, mi sconvolgo.