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Caterina Falchi: E tu, di che paura sei?

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Il guestpost di oggi affronta le piccole e grandi paure che ci possiamo trovare di fronte nella vita di tutti i giorni.
Dalle paure infantili a quelle magari più serie, in presenza di malattie, che ci assillano da adulti.
Perchè dopotutto quando si parla di paura l’argomento si può trattare partendo da ciò che ci spaventa di più (e che, ad altri, magari non provoca lo stesso effetto).
E poi, parlandone, si può riuscire a sconfiggerla.
L’amica che ci propone questa chiacchierata assai interessante e simpatica è lei: Caterina Falchi, che di solito scrive splendide storie per bambini.
Ma che stavolta ha deciso di rivolgersi ai più grandi.
Scrivendo con la medesima freschezza e ironia che la caratterizzano.

Grazie Caterina!
E Buona lettura!

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Quando mi è stato proposto di scrivere qualcosa sul tema della PAURA onestamente non sapevo da dove iniziare… PAURA è tutto e niente, PAURA di cosa? PAURA di chi chi chi chi chicchicchiricchì?
Poi piano piano ho iniziato a focalizzare questa parola e ho iniziato il mio brainstorming personale… Roba da far invidia a Freud!
Dal mio dizionario casalingo mi dicono che la PAURA è una forma di reazione di fronte a un pericolo caratterizzata da varie modificazioni fisiologiche… (l’avete letto in italiano perfetto, ritmato e privo di alcuna inflessione dialettale? Bene.)
Oh mamma! E che vuol dire?
In sostanza quando hai PAURA lo fai perché ti senti in pericolo da qualcosa e allora inizi a sudare, tremare, balbettare… alla più sporca inizi pure a correre via da quel pericolo che causa cotanto caos interiore…
A pensarci bene la PAURA è presente nella nostra vita sempre. No, non voglio dire che ognuno di noi vive costantemente in un’atmosfera da film horror, ma se ci pensate bene noi abbiamo PAURA già appena nati.
Sì perché appena ci schiaffano fuori da quel posto caldo ed accogliente dove abbiamo gozzovigliato per ben nove mesi iniziamo ad urlare e più non posso spaventatissimi da tutta quella luce e da tutte quelle persone che ci guardano sorridenti ma che indossano camici verdi, cuffiette con i conigli e mascherine legate alle orecchie. Sarà mica sempre carnevale dico io…

E poi cresciamo, diventiamo piccoli uomini e piccole donne, e abbiamo PAURA dell’uomo nero e dei fantasmi. Sì perché quella gran simpaticona di nonna Amelia, sorda come una campana, per farci star buoni ci dice che arriva l’uomo nero, il babau…  e come se non bastasse arrivano pure i fantasmi e le streghe tanto più se siamo in zona Halloween.
Ma poi ci rendiamo conto che sono tutte fandonie e magari iniziamo a dire per la prima volta “io non ho PAURA” ma non ne siamo troppo convinti…

A molti piccoli uomini e piccole donne poi fa PAURA anche il buio che è popolato ovviamente di mostri fra i quali quelli di cui sopra. A poco valgono le parole di mamma e papà che ti dicono che non c’è nulla nel buio. Poche chiacchiere! Tu hai PAURA e basta! E vuoi che la tua PAURA venga rispettata, che ti sia riconosciuta, vuoi che qualcuno ti coccoli e che ti prenda per mano per dimostrarti che veramente nel buio non c’è nulla,  ma molte volte gli adulti queste cose non le capiscono e ti lasciano piangere nel tuo lettino dicendoti di star tranquillo e di dormire. Fosse facile!
La crescita continua e tu continui a capire che pure queste sono fandonie (ma sarà mica tutta la vita una fandonia?) mentre se sei maschio ti crescono i primi peli simil barba mentre se sei femmina fai il tuo primo acquisto da Intimissimi.
E diventi adolescente quando la PAURA prende un’altra forma, una forma impalpabile ma più forte della PAURA da bambini.


Non è più il mostro a spaventarti… Inizi ad aver PAURA di amare, di investire i tuoi sentimenti perché magari qualcuno te li ha già un po’ stropicciati. Hai pianto tanto e ora proprio per un meccanismo di difesa temi di amare ancora. Sempre PAURA è. Fino al prossimo principe azzurro però!
Da bravo adolescente hai costantemente bisogno di conferme, hai PAURA di non piacere agli altri, hai PAURA di non essere all’altezza, hai PAURA dell’interrogazione di storia di domani perché – cazzarola –  non hai studiato! (eh vabbè però questa è proprio come darsi la zappa sui piedi da solo eh!).
E continui a crescere, per fortuna riesci a dire di nuovo “io non ho PAURA!” perché piano piano diventi un uomo o una donna, superi la maggior parte delle tue insicurezze e di nuovo le tue paure si trasformano…
Ecchepalle! Dirai tu! Ebbene sì, il gioco è questo, le cose si evolvono, si trasformano, anche le tue paure!!


A da adulto inizi a pensare alla vita che hai trascorso e a quella che ti resta da trascorrere, magari qualche periodo un po’ più stressante ti fa scoprire di avere un po’ di PAURA della gente, dei luoghi chiusi, dei luoghi affollati, e scopri che queste paure hanno un nome e si chiamano fobie, scopri che la tua PAURA è anche un po’ ansia e scopri che quello che ti provoca tanta PAURA sono delle cose che si chiamano attacchi di panico. E alla parola panico associ urla e corse verso il nulla mentre quando arriva un attacco te ne stai lì fermo e immobile mentre il mondo ti scorre intorno e tu dentro ti senti morire.
Se sei una donna in cerca di acchiappare una cicogna potresti aver PAURA del parto, potresti aver PAURA del dolore, potresti aver PAURA della vita che un marmocchio pannolinato e rigurgitante ti potrebbe sconvolgere.
In pole position però torna anche in età adulta la PAURA di amare, questa bastarda… magari se hai alle spalle qualche matrimonio fallito non ti senti affatto come Elizabeth Taylor (pace all’anima sua) ma ti senti piuttosto come un polipo spiaccicato sulle rocce di Sicilia pronto per una simpatica insalatina di mare. Rendo l’idea?
E più gli anni vanno avanti più si fa avanti la PAURA per quella signora vestita di nero della quale il nostro amico Vecchioni si ostinava a cantare. Che poi se con “Oh oh cavallo oh oh cavallo oh oh!” voleva tirarci un po’ su di morale, beh, missione fallita. Sempre di morte si parlava.
Inizi a non sentirti benissimo e inizi ad aver PAURA di qualche brutta malattia, in fin dei conti pure la signora Rosina del piano di sopra una settimana fa era andata all’ospedale per un controllo è non è più tornata a casa. Perché non potrebbe succedere giustamente anche a te?
E poi, quasi per magia, gli anni passano e ne passano tanti… la tua pelle diventa fragile e un po’ rugosa, gli occhi sono un po’ annebbiati e per ascoltare le parole degli altri ti hanno regalato un bel corno di avorio! Una cosa molto fashion!
Ormai le paure si esauriscono, sei stufo di averne, e che cavoli, basta no? Ormai hai vissuto tutto quello che potevi, hai esaurito le tue conoscenze, hai fatto il pieno di esperienze.
E inizi a parlare come la nonna Luigia che alla veneranda età di novant’anni finalmente, riusciva a dire “io non ho PAURA”…
E io di nonna Gigia mi fido. Garantito al limone.

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

4 COMMENTS

  1. Cate… sei una persona stupenda!
    E ti ringrazio del fatto di esserlo! :)

    p.s.: e ti rngrazio anche di aver brainstormato così meravigliosamente bene per Zebuk…! ;)

  2. Bello, grazie. Ho salvato l’ultima immagine “I Love my Lifebecause I’m not Afraid to Die”. Sai che è un tema che propongo spesso.

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