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Mammadifretta: Per questo mi chiamo Giovanni, una riflessione sulla paura.

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Quando abbiamo sparso la voce tra gli amici, virtuali e reali, sul tema di questo mese, abbiamo avuto molte adesioni.
E non possiamo che esserne felici.
Perchè evidentemente con un argomento così ampio ci sono molte persone che hanno qualcosa da dire.
Il Guest Post di oggi nasce originariamente come una recensione tematica.
Un libro per bambini, si.
Che però narra di uno dei fatti più tristi e cruenti che la storia italiana abbia affrontato: la Strage di Capaci.
E visto che la nostra ospite di oggi, Mammadifretta, quegli avvenimenti li ha vissuti in modo particolare perchè accaduti nella sua terra d’origine, le abbiamo chiesto se se la sentiva di ampliare l’articolo e di parlarci del suo ricordo personale.

Ne è nata una sorta di recensione/riflessione molto bella.
E poetica.
E colma d’amore:
Quello per la propria terra.
Ma anche per la vita.

Buona lettura!

Il Guest Post

Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.  Paolo Borsellino

Io sono Siciliana.

Amo fare questa premessa, perché Io non ho paura è come una bandiera per me che ho vissuto un’adolescenza costellata da delitti, da smembramenti, da fuoco e distruzione che ti lasciano la cicatrice dentro.

La memoria è qualcosa di impalpabile, ma eventi come la strage di Capaci ti cambiano dentro e fuori.
Da quell’autostrada, nel punto esatto dell’attentatuni (per chi non è di Palermo è così che viene chiamato, il grande attentato) si vede il mare di Sicilia.

L’azzurro mare di Sicilia.

Lì sorge una stele che artisticamente non è proprio un’opera d’arte.
Ma è sufficiente a farti ricordare.
Passando da lì senti come una canzone che ti gira nelle orecchie, un antico canto siciliano riportato alla vita da un mostro sacro della mosica folk, Rosa Balistreri le cui parole sono:

li biddizzi to jù cuntimplannu               (le tue bellezze sto contemplando
li passu di la notti finu a ghiornu           ci penso dalla notte fino al mattino
ppi tia un pozzu ora chiù durmiri           Per te ora non posso più dormire
paci nun havi chiù st’afflittu cori           questo cuore afflitto non ha più pace)

Se vi va potete ascoltarla qua  

 La paura di molti siciliani, quel giorno diventò rabbia.

E anche se non sono più in Sicilia, quando tornerò in vacanza e la mia bambina sarà più grande so che le farò rivedere quel luogo.

L’oblio non è concesso, perchè non torni la paura.

Ed è con questo pensiero che ho letto questo libro, un libro per ragazzi, a partire da 8 anni,che  nasce da una storia semplice, semplice come la mia e quella di milioni di siciliani, quella di un bambino che viaggia in macchina col padre e ripercorre Palermo.

Palermo è una vedova che piange i suoi figli.
E, lasciatemelo dire, è una vedova bellissima con lo scialle nero e gli occhi lucidi.
Il percorso che il piccolo Giovanni affronta insieme al padre è un percorso fatto di monumenti, di mare, di sole.
Ad un bambino che vede ciò racconteresti il paradiso, ed invece sei costretto a raccontare gli anni dell’inferno dei Corleonesi.
Piano piano si apre davanti agli occhi del lettore una realtà nuova, quella di una Palermo che come la fenice lotta per riappropiarsi della sua bellezza e del suo futuro.

E lo fa attraverso i giovani.

Lo fa attraverso quella che io definisco con  amore immenso:  “la mia generazione”.
Il libro è molto scorrevole e passo dopo passo, senza violenza, ma con l’amore che solo un padre può mettere nel raccontare la sua terra, Giovanni Falcone diviene un amico, e il piccolo Giovanni si accorge che la mafia esiste anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni, e per questo lui non deve subire ma combattere, già da subito.

Con le armi della non violenza, della ragionevolezza, del coraggio di dire sempre come la pensa.

Il coraggio di chi non ha paura.

Perché Noi Non Abbiamo Paura.

Sciagurato il paese che ha bisogno di eroi.

Da leggere insieme ai vostri figli.

 

Per questo mi chiamo Giovanni
Garlando Luigi – Stassi Claudio
Rizzoli, 2008, 156 pag., € 18,00
ISBN 9788817026147

laureanda in scienze infermieristiche, blogger per passione, ha trovato nell'informazione sulla disabilità a chi non la vive la ragione di esistenza del blog, dalle mille sfaccettature, fatto di consigli personali, di post che raccontano la sua vita e quella speciale dei suoi amici...ha una bambina di tre anni "super" e un angelo in cielo la sua piccola yvonne.

2 COMMENTS

  1. Mi sono commossa: io Palermo l’ho vissuta ed è uno dei posti più belli e ricchi d’Italia. Questo articolo è bellissimo. Grazie

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