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Datemi un posto dove spogliarmi e sentirmi nuda, Gabriella Tagliafierro

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Non è il correre
che mi preoccupa
Non è il vivere non sapendo
qual è il vacillante sentiero
che mi sostiene
Non è il giorno
incerto
che diventa subito
sera
… E’ il non conoscere me stessa
L’avanzare lento del mio spirito
in continuo movimento
La parola che insegue me
e a cui
da sempre
io sfuggo.
(10 Aprile 2002)

 

Ecco che una persona si presenta a me.
A me che leggo.
Ecco che mi dice chi è e cosa sente, in fondo al cuore.

Questo è quello che fa Gabriella in questa raccolta di poesie. La prima per lei. Che non scrive per lavoro, certo, ma lo fa con tutto il cuore, forse ancor di più: con l’anima. E si spoglia di tutto per farlo.

Parlare di poesia non è facile, e io non mi sento nemmeno così adatta a farlo, dato che non ho alcuna esperienza nel settore se non il mio ‘sentire’ (ne avevo già parlato qui).

Parlare di poesia non è facile, come non è facile giudicarla. Solo, credo, si deve stare in ascolto e ‘sentirla’, col cuore.

Bello, nella poesia, è farsi trasportare dal suono delle parole, cogliere l’istante fotografato, capire il proprio significato, ‘sentire’ la propria personale emozione.
E la poesia di Gabriella, a parer mio, si ‘sente’. Si sente nel cuore e nelle vene, si sente nella musica degli intervalli, si sente nelle immagini che fa apparire di fronte a noi:

“[…]
Sale questa luce che trema
nei miei occhi per guardare i tuoi
Nelle vie che diventano salite
e poi rotolano ai piedi
come sassi.
[…]
(17 Gennaio 2006)”

Il mio parere è che per poter giudicare, sul serio, si debba sempre provare. E penso che quello di Gabriella sia uno di quei casi…

***

Datemi un posto in cui spogliarmi e sentirmi nuda

Gabriella Tagliafierro
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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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