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Ho incontrato Sholeh Zard, [Lucca Comics 2012]

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Voi lo sapete cos’è un Jinn?

Il jinn o djinn (termine arabo, pl. jānn, in italiano spesso tradotto come “genio”) è, nella religione preislamica e in quella musulmana, un’entità soprannaturale, intermedia fra mondo angelico e umanità, che ha per lo più carattere maligno, anche se in certi casi può esprimersi in maniera del tutto benevola e protettiva. [fonte: Wikipedia]

Bene, io ne ho conosciuto uno, che di maligno, fidatevi, non sembrava avere proprio niente. Si chiama Sholeh Zard. Ha solo un difetto: le capita di incenerire, quando è un po’ contrariata… 🙂

Questo è il racconto di un incontro in parte casuale in parte no. E’ il racconto di una bella chiacchierata tra tre esseri viventi, seduti al caffè di una città immersa nel delirio di uno strano carnevale fuori stagione, fatto di cosplay, disegnatori in cerca di fama, lettori di manga e genitori trascinati a forza dai figli in un mondo che non capiscono…

Sabato 3 novembre. Il Lucca Comics 2012 è in pieno svolgimento. La città è zeppa e non si trova un posto manco a pagarlo oro. Io e Sholeh ci stiamo aspettando ma i cellulari non funzionano e il nostro è quasi un appuntamento al buio, con tanto di scambio di messaggini, come due adolescenti di oggi.
Alla fine ci troviamo: Sholeh e l’Uomo col Turbante mi aspettano al tavolo, con percussioni al seguito e mille sonagli tra i veli colorati. Già mi perdo, immaginandomi veli danzanti e profumi orientaleggianti, tè, cannella e spezie… l’Uomo col Turbante, però, ordina cioccolata calda.

Chiedo a Sholeh, all’improvviso:

Io non ho letto il tuo libro, convincimi!
Guarda, pensa se tu avessi il potere di incenerire con lo sguardo chi fa cose che non ti vanno a genio… [e guarda l’Uomo col Turbante, chissà come mai… ;)]

Mi hai già conquistata. Ma io, in realtà, con chi sto parlando? Chi sei, tu?
Stai parlando con Sholeh Zard, travestita da Jasna C. Lemanj*, che è però in incognito, il nome in codice è Chiara Trabella.

Ecco, tutto ora è più chiaro. Sholeh, facciamo che ti chiamo così, di cosa parla il tuo libro?
Parla di un detective. Di quelli con l’aria da duro e cattivo, con un passato di retate alla Narcotici e un presente alla Omicidi. Ha una moglie bellissima, danzatrice sublime. Che ha il nome di un dolce persiano, Sholeh Zard. Ed è un djinn, un genio della lampada liberato.
Che cosa può succedere quando Sholeh si trova a rientrare in contatto con il proprio mondo, per aiutare il marito in un caso di omicidio? Succede che si incontrano vampiri cascamorti, folletti impertinenti e mostri dal nome impronunciabile…

Mentre ci godiamo il caffè e la vista dello spettacolo, avvistiamo un tizio… ma è Borat, lui in persona!
In mutande, ovviamente.
L’uomo col turbante è misterioso, parecchio. Il tamburello è lì, pronto all’uso. Lui freme.

Fra tutti questi personaggi, ce ne sarà uno che non ha avuto abbastanza peso, nel libro. Uno a cui magari vorresti dare una chance in più in un eventuale seguito del libro (perché ci sarà un seguito, vero? :))
A pensarci bene, un personaggio a cui dar maggior risalto c’è. Il folletto Dib. A pensarci bene, potrei riesumarlo nel terzo episodio della serie, magari farlo mangiare dal drago Ogi.
Perché ci sarà anche un terzo episodio, sì.

Perché un libro solo in formato e-book?
Per comodità: Amazon ti dà il 70% del prezzo del libro, vende in tutto il mondo e il kindle è uno standard universale. Quale piccolo editore può darti le stesse cose? Oltre al fatto che posso tenere il prezzo molto basso e quindi abbattere la maggior parte delle resistenze: se un libro ti incuriosisce anche solo un pochino, 3 euro non ti sembrano una gran cifra da investire. Molti autori urban fantasy hanno cominciato così, in USA

Raccontami qualcosa in più sul mondo di Sholeh: è fatto solo di orecchini, sonagli, veli e pendenti vari oppure anche di fumetti e letteratura?
Il mondo di Sholeh si ispira moltissimo a Hellboy di Mike Mignola e Gea di Luca Enoch: infatti li ringrazio alla fine del libro, sono due fari per me. Si tratta di un mondo molto simile al nostro, nel quale le creature magiche esistono e convivono con gli umani, perlopiù ignari. Dalla commistione tra umani e creature magiche nascono conflitti di mentalità e di generazioni, esasperati dalle differenze di specie e di età.

Parliamo di case, di architettura, di spazi troppo stretti e di modifiche all’arredamento.
L’Uomo col Turbante si guadagna tutta la mia approvazione quando scopro che si presta senza alcun capriccio alla splendida pretesa – tipicamente femminile, e a quanto pare adottata anche da alcuni djinn – di spostare l’ordine dei mobili di casa molto ma molto spesso.

Che libri ha sul suo comodino – dentro la lampada, s’intende – Sholeh?
Il catalogo IKEA, qualche giallo classico inglese, un manuale di puericultura umana…

Per quando è prevista la presentazione ufficiale del libro? E dicci, ci sarà qualche sorpresa?
La presentazione ufficiale è prevista per il 7 dicembre, presso la biblioteca di Motta Visconti. Per me è molto importante che si svolga lì, perché la bibliotecaria è una cara amica, una magnifica consigliera letteraria e la prima fan di Sholeh Zard. Le sorprese ci saranno, ma non si possono mica svelare, altrimenti che sorprese sarebbero?

Non vorremmo finire la nostra chiacchierata. Ci lasciamo, però, con la promessa di rivederci… Lo faremo presto, col nostro punto di vista su Sholeh Zard – il libro.
A presto, Sholeh! A presto, Uomo col turbante!

In bocca al bahamut!
(Chi ha letto il libro capirà) 🙂

“Jasna vive in una famosa cascina biodinamica, dove i vitelli le fanno ciao e i suoi gatti la seguono durante le lunghe passeggiate nel bosco. Ovviamente non sa nulla di borse pisciate dai gatti e bambini caduti di faccia in pozzanghere di letame”

 

 

 

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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4 COMMENTS

  1. No! In bocca al bahamut no!

    Bellissima intervista, se non avessi già letto il libro ora sarei davvero curiosa di farlo.
    Anzi, sai che ti dico? Vado a rileggermelo!

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