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Fortuna il buco delle vite, Jolanda Buccella

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Fortuna era una creatura complicata. Il suo carattere era fatto da mille, piccole, sfumature: a volte era la persona più fragile del mondo e aveva bisogno di un’ assoluta protezione, molte altre invece sembrava così forte e indipendente da poter conquistare il mondo intero da sola. In alcuni momenti era una donna gentile e cordiale, in altri ancora burbera e scontrosa, persino un po’ maleducata.

Fortuna è in prigione in Ruanda, la sua condanna a morte è definitiva, l’esecuzione avverrà entro pochi giorni, lei ne approfitta per ripercorrere le sue tre vite e anche un po’ oltre.
Partendo da Umberta Prima Rizzutelli la nonna di J la protagonista della prima vita di Fortuna.
Umberta è una donna forte che si ribella alle botte del marito e sfida il giudizio della gente. Riesce a ricostruirsi una vita senza di lui e a crescere i suoi figli con grande dignità.
Alla nascita delle due nipotine gemelle, sceglie di occuparsi di J. che è nata con una grave malformazione e di incitarla a vivere come una persona normale , mentre la nuora Anita non riesce a convivere con la malformazione della figlia e la rifiuta.
J. cresce in uno stato di grazia incitata dalla nonna a superare i suoi limiti, ma alla sua morte si troverà sola e sperduta e reagirà martoriando il suo corpo già provato dalla malattia , infliggendosi punizioni fisiche e privandosi del cibo fino a diventare anoressica e poi bulimica. Poi un giorno , non un giorno qualunque, il giorno del matrimonio della sorella Giovanna dalla vita “perfetta” , J. decide di fuggire dal paesello per cercare una nuova vita.
A Roma J si trasforma presto in una senzatetto, Piccoletta la barbona, vive di stenti sostenuta da una piccola comunità di reietti come lei, in mezzo ai quali si sente abbastanza invisibile da sembrare normale. Ma anche tra gli amici senzatetto  la sofferenza è in agguato.
Ma il colpo di scena è dietro l’angolo e un incontro casuale le farà trovare finalmente l’amore che la trasformerà in Fortuna e la condurrà in Ruanda .

Leggendo le prime pagine del libro , ho capito subito che non era il mio genere,  così ho pensato di chiedere un confronto ad un amica che fha gusti letterari diametralmente opposti ai miei  per cercare di farne una recensione bilanciata .
Ecco cosa ne è uscito:

Elisa: Paola ti è piaciuto Fortuna ?
Io ho trovato le descrizioni ridondandi , lo stile vuole essere classico ma risulta difficile da seguire anche a causa di una serie di errori di editing che fanno perdere il ritmo alla lettura.

Paola: a me invece è piaciuto molto proprio perchè a differenza di molti autori contemporanei usa uno stile che si avvicina più ai classici e questo contribuisce a dare più corpo alla scrittura , la trama almeno ti è piaciuta?

Elisa: Si in effetti la trama è articolata e a tratti la  storia prende forma e coinvolge maggiormente,  pare che quando l’autrice si fa prendere essa stessa dalle vicende dei protagonisti scriva in modo più lieve .

Paola: dopotutto si tratta di raccontare la vita di una persona e per presentare meglio il personaggio anche nei suoi risvolti umani e  psicologici, l’autrice descrive e racconta la storia della famiglia di origine, per essere un esordiente l’ho trovata molto introspettiva.

Elisa: ma io non ho nulla da ridire sulla storia della famiglia , anzi nonna Umberta è tra tutti i personaggi quello che più mi è piaciuto, a te invece chi è rimasto nel cuore ?

Paola: Umberta è   piaciuta molto anche a me. Tra l’altro ho notato che occupa gran parte della scena, spazio che non viene dato a nessun altro personaggio nel resto del libro. Forse proprio perché ha avuto un ruolo così fondamentale nella vita di Fortuna.Senzaltro, e sarò banale mi ha colpita la protagonista.

Elisa: a me invece Fortuna non è piaciuta per niente con il suo carattere cappriccioso e il  crogiolarsi nel suo difetto fisico, mentre ho apprezzato maggiormente Nadir.

Paola: secondo me l’autrice ha una  capacità di introspezione tutta’altro che superficiale  e non mi ha  fatto pensare a  dei capricci.Nadir invece  offre la possibilità di ricordare uno dei più sanguinosi massacri ignorati dalla comunità mondiale.

Elisa: ecco un altra cosa che non mi è piaciuta e che va a toccare troppi argomenti spinosi senza svilupparne nemmeno uno in maniera approfondita.

Se vi è piaciuto questo “testa a testa” e siete curiosi di leggere il libro potete acquistarlo qui :

 

 

 

quarantaduenne, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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