Uscite del 31/01

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Per tutti

* Vendetta di sangue * di Wilbur Smith (Ed. Longanesi, trad. di Lucio Zarchini, pp. 512, euro 19,90). Hector Cross non è un eroe: è soltanto un uomo. Ma quando un uomo come Hector Cross perde tutto quello che ha, il suo dolore e la sua furia possono essere devastanti. Una mano assassina ha spezzato la vita di Hazel Bannock, la donna che amava e che stava per dargli una figlia. Ora Hector è rimasto solo. E come unica compagna ha un’indomabile sete di vendetta e di giustizia. È il momento di riunire la squadra di un tempo, i membri della Cross Bow Security. È il momento di tornare nella terra del nemico, che sia il deserto dell’Africa nordorientale o la City di Londra. È il momento di combattere qualcuno che Hector credeva di aver sconfitto e che, invece, pare aver rialzato la coda velenosa come uno scorpione. Ma bastano pochi passi nella follia e nella violenza perché Cross capisca che il nemico ha molte facce. Volti nascosti in torbidi segreti di famiglia, che Hazel non ha mai avuto il coraggio di confessargli. Segreti che forse sono legati al Trust della famiglia Bannock, un fondo quasi inesauribile di denaro, un accordo nato a fin di bene ma che rischia di innescare un’incontrollabile spirale di crimine e di ingiustizia. Hector Cross ha una sola certezza: qualcuno è tornato dal passato per colpire lui e tutto ciò che gli è caro. Qualcuno affamato di potere e di denaro, ebbro di violenza e di perversioni, assetato di sangue.

* Il colore del latte * di Nell Leyshon (Ed. Corbaccio, trad. di Rita Giaccari, pp. 182, euro 14,90). È la primavera del 1831 quando Mary incomincia a scrivere la sua storia. Scrive lentamente, ci vorranno quattro stagioni perché racconti tutto. Ma non importa: scrivere è diventato un bisogno primario per lei, come mangiare e dormire. Viene da una famiglia di contadini, ha quindici anni, una gamba più corta dell’altra e i capelli chiari come il latte. Conosce soltanto la fatica del lavoro nei campi, proprio come sua madre, suo padre e le sue sorelle. Conosce soltanto il linguaggio della violenza, che il padre le infligge se non lavora abbastanza. Ma ha un cervello lucido e una lingua tagliente. Un giorno il padre la allontana di casa perché il vicario vuole una ragazza che accudisca la moglie malata. Mary non vuole abbandonare l’unica vita che conosce, ma non ha scelta. E nella nuova casa imparerà a scrivere. Scrivere rende liberi anche se la libertà ha un prezzo.

* Così giovane e già così moderato * di Roberto Lucarella (Ed. Garzanti, pp. 162, euro 14,90). Andrea ha vent’anni, dovrebbe studiare per gli esami all’università, ma ha una tessera del Partito in tasca e altre velleità in testa. È entrato in politica quasi per caso, perché Angelica, la ragazza con cui stava, voleva studiare sul serio e non aveva tempo da dedicargli, così lo ha piantato. Però poi lui ci ha preso gusto. La stoffa ce l’ha. Nell’associazione studentesca ha incontrato le persone giuste che lo hanno istruito e gli hanno spiegato come funziona davvero la politica: a cosa bisogna prestare attenzione, come ci si muove, cosa bisogna dire e soprattutto quali domande non fare mai. Così è stato affiliato alla corrente di Salvo, quella vincente, e in un baleno ha fatto carriera. A dispetto di tutti i timori e dello scetticismo di suo padre, che lo ha sempre contestato ricattandolo col fatto che gli pagava gli studi fuori sede, Andrea ce l’ha fatta, e adesso guadagnerà anche un suo stipendio, perché la politica è un lavoro vero, i soldi corrono, sebbene non sempre in modo limpido.

Per gli appassionati dei generi “Cultura” e “Memoir”

* Il trionfo della metafisica * di Eduard Limonov (Ed. Salani, trad. di Giulia De Florio ed Elena Freda Piredda, pp. 250, euro 16,00). Eduard Limonov non è mai stato un bravo ragazzo: scrittore di culto, guerrafondaio ribelle, dissidente sdegnato, fondatore del Partito nazionalbolscevico, più volte arrestato. Visceralmente avverso a ogni pregiudizio, radica le sue azioni e i suoi pensieri in una personalissima visione del mondo e del destino dell’umanità. Nel “Trionfo della metafisica” Limonov racconta i mesi trascorsi all’interno della colonia penale n° 13 nelle steppe della regione di Saratov. Al lager Limonov era arrivato all’inizio del maggio 2003 dopo due anni di prigione. Il libro pullula dei personaggi più disparati: i duri passati per le carceri e i campi di rieducazione per giudizi spesso iniqui e affrettati, i criminali incalliti, ma anche gli innocenti ingiustamente condannati. Tutti riforgiati in qualche modo dall’esperienza dolorosa della prigionia, non necessariamente abbrutiti, ma quasi sempre colti dallo sguardo pungente e imperturbabile dello scrittore nella loro insopprimibile ma castrata umanità. Limonov si inserisce nella grande tradizione letteraria russa: quella che, scontrandosi tragicamente con la realtà del carcere e del gulag, ha trasformato la prigionia in una metafora della società e della condizione umana. Ogni pagina di questo libro è una tensione verso l’ascesi; l’esperienza penitenziaria diventa superamento dei limiti spazio-temporali, esercizio di controllo e padronanza di sé; il recluso è un monaco, la sua libertà è tutta interiore e va conquistata e difesa ogni giorno. Più di ogni instant book, questo libro è un atto d’accusa contro la Russia putiniana, quella che si è scagliata contro Anna Politkovskaja, Michail Chodorkovskij, le Pussy Riot: un insieme di storia e attualità, vicenda personale e destino di un popolo che confluiscono in un’opera al di là di ogni etichetta, essenziale e asciutta come una poesia, un esercizio d’arte estremo.

Per gli appassionati del genere “Thriller, Horror, Noir”

* La rondine, il gatto, la rosa, la morte * di Hakan Nesser (Ed. Guanda, trad. di Carmen Giorgetti Cima, pp. 522, euro 19.50). Martina e Monica Kammerle, madre e figlia, condividono uno squallido appartamento e un enigmatico amante, loro unico legame con il mondo esterno. Martina, affetta da sindrome bipolare, ha creato il deserto intorno a sé con i suoi imprevedibili sbalzi d’umore; Monica, inseguita ovunque dalle dicerie sui comportamenti bizzarri della madre, fatica a stabilire legami con gli altri adolescenti. E così, quando le due scompaiono, i poliziotti della squadra omicidi si ritrovano a brancolare nel buio, senza il minimo appiglio. Nessun indizio, nessuna pista concreta. Nessuno, nemmeno tra i vicini e i famigliari, che sembri davvero sapere qualcosa delle due donne. Anche il loro amante non è altro che un’immagine sfocata impossibile da identificare. E così, ancora una volta, l’ex commissario Van Veeteren sarà costretto a lasciare la libreria antiquaria in cui lavora per venire in soccorso all’affascinante Ewa Moreno, alla neoarrivata Irene Sammelmerk e agli altri suoi colleghi, ingaggiando una sfida a distanza con l’assassino. A spingerlo è il rimorso per essersi lasciato sfuggire l’unico potenziale testimone del caso, ma anche la certezza che ogni criminale, perfino il più attento a non lasciare tracce, ha i propri punti deboli: un vezzo traditore, un’esitazione fatale, un minuscolo dettaglio riemerso dal passato.

* Noir. Istruzioni per l’uso * di Luca Crovi (Ed. Garzanti, pp. 372, euro 16,90). Perché la morte di Edgar Allan Poe è ancor oggi un mistero? Perché Agatha Christie si autodefiniva una “fabbrica di salsicce”? Quali erano i difetti che Arthur Conan Doyle imputava al suo Sherlock Holmes? Cosa ne pensava dell’ispirazione Giorgio Scerbanenco? Perché Derek Raymond aspirava a una metafisica del noir e Raymond Chandler sosteneva che il noir perfetto non poteva esistere? Che rapporto ebbe Alfred Hitchcock con la lettura? Cosa leggono e come scrivono i maestri del noir internazionale? Luca Crovi ci accompagna fra i segreti di alcuni degli scrittori di suspense più letti di tutti i tempi, mostrando il lato curioso della genesi di molti loro bestseller e proponendo interviste esclusive a oltre ottanta autori: da Michael Connelly a Ken Follett, JefferyDeaver, William Gibson, Dennis Lehane, Patricia Cornwell, Kathy Reichs, Anne Rice, P.D. James, Michael Crichton, Jean-Christophe Grangè, Wilbur Smith, William Peter Blatty, R. L. Stine, James Ellroy, Don Winslow, Elmore Leonard, Joe R. Lansdale, JoNesbo, Nick Hornby. Regala così agli aspiranti autori un insuperabile manuale di scrittura e a tutti noi lettori curiosi un’antologia di ricordi illuminanti, confessioni a cuore aperto, inedite rivelazioni: imprevedibile come un thriller, appassionante come un noir.

Per gli appassionati del genere “Letteratura al femminile”

* La sposa nuda * di Nikki Gemmell (Ed. Guanda, trad. di Eva Kampmann, pp. 304, euro 18,00). Trentacinquenne londinese, la protagonista di questo romanzo è considerata una brava moglie. Fedele e innamorata, vive in modo consapevole la nuova vita coniugale con i suoi alti e bassi, mai però dimentica del passato da single. Ma un giorno la brava moglie incappa in un sospetto. Un sospetto indicibile, che fa crollare in un soffio le certezze conquistate a fatica e il legame ventennale con la migliore amica. Il momento di crisi le dischiude però una possibilità, le apre una strada che percorre con coraggio e che la porta a scendere nel profondo di se stessa, a tu per tu con i desideri inconfessabili, con la più sincera scoperta del sesso. Passo dopo passo, sino a quel fondo che molte donne riescono soltanto a intravedere, seguiamo la protagonista nelle sue tappe più scabrose. Ammette di non aver mai raggiunto l’orgasmo col marito, di essere stata pavida nelle scelte professionali, di considerare il proprio compagno un uomo ordinario e un po’ noioso, rivela di sognare un amante che la leghi al letto e donne che la tocchino, si tuffa in una relazione con un ragazzo più giovane. Un romanzo che esplora l’universo femminile nelle sue pieghe più segrete, dando voce a quello che molte donne non riescono a dire, nemmeno a se stesse.

* Vorrei che finalmente succedesse qualcosa di bello * di Trixi von Bulow (Ed. Corbaccio, trad. di Leonella Basiglini, pp. 294, euro 14,90). Fritzi Berger è donna che è diventata forte per necessità, anzi, per legittima difesa; da 365 giorni è senza un marito e con almeno altrettanti dubbi su se stessa, e ha una figlia piccola che ogni notte emigra nel suo letto con il coniglietto di peluche. Sempre in lotta con il bancomat e le spese, lavora come editor presso la prestigiosa casa editrice Best & Seller senza trovare il coraggio di chiedere un meritato aumento, ha quindici anni di matrimonio alle spalle e il quarantesimo compleanno alle porte quando si lascia convincere da un’amica ad andare un paio di giorni al mare. E fra quotidiane delusioni, la sensazione costante che tutto stia andando a rotoli, equivoci talora tristi e talora spassosi, Fritzi continua tenacemente a sperare di tornare a essere nuovamente felice, finché qualcosa accade per davvero.

* Un’estate di perdizione * di Stephanie Ash (Ed. tre60, trad. di Anna Ricci, pp. 256, euro 9,90). Per Anna, la proposta è irrinunciabile: trascorrere due mesi a Creta per partecipare a un importante scavo archeologico. Potrebbe essere la svolta della sua carriera e l’occasione giusta per mettere alla prova il rapporto col suo fidanzato storico, Justin, che invece dovrà rimanere a Londra a lavorare per tutta l’estate. Così, senza pensarci due volte, Anna accetta l’incarico, compra il biglietto aereo e, sul volo, conosce Miranda, la ragazza con cui condividerà quella fantastica esperienza, ma che, in realtà, non sembra particolarmente interessata all’archeologia. Miranda infatti le confida di avere chiuso una relazione con un uomo sposato e mette subito in chiaro le sue intenzioni: divertirsi il più possibile. Non appena giunge a Creta, Anna rimane affascinata dall’intenso profumo della calda brezza che soffia sull’isola, dal colore ipnotico del mare e… dagli uomini che incontra. Prima Vangelis, il giovane studioso che ospita nella sua villa i componenti del team di ricerca, un ragazzo dal sorriso irresistibile e dai modi audaci e disinibiti; e poi il direttore degli scavi, William Sillery, un professore anticonformista eppure maniaco del controllo, che dietro lo sguardo magnetico nasconde un bagliore perverso… Con la complicità di Miranda, in quella torrida estate greca, Anna si lascerà coinvolgere in uno stuzzicante gioco di seduzione e ogni sua fantasia – anche la più inconfessabile – verrà soddisfatta. A Londra, però, c’è qualcuno che l’aspetta, e che è disposto a tutto pur di non perderla.

Per gli appassionati del genere “Storie vere”

* Alla fine di un lungo inverno * di Emma Woolf (Ed. Tea, trad. di Alessandro Zabini, pp. 252, euro 14,00). A trentadue anni, dei quali gli ultimi dieci passati a nascondersi dalla verità, Emma Woolf ha finalmente deciso che era tempo di affrontare la sfida più importante della propria vita. Per la prima volta ha ammesso di soffrire di una patologia subdola e feroce: l’anoressia “funzionale”. Emma infatti si era costruita con volontà ferrea una carriera di successo e conduceva un’esistenza apparentemente normale, ma era intimamente tormentata da un controllo ossessivo sul cibo, dall’esercizio fisico esasperato e da un rapporto morboso con la fame. Dopo aver finalmente incontrato l’uomo giusto, e desiderando un futuro e un figlio con lui, ha deciso di affrontare i suoi demoni, di smettere di accanirsi sul suo corpo, gettare i vestiti taglia XXS e riscoprire la sua femminilità. In sostanza, ha deciso di liberarsi dalla trappola mortale dell’anoressia e di ricominciare a vivere pienamente. Come se non fosse abbastanza, Emma ha preso l’impegno di tenere un diario di questa sua lotta estenuante su una colonna settimanale del Times. Presto la sua rubrica è diventata uno degli appuntamenti più seguiti dai lettori: il numero di email, commenti e messaggi ha superato ogni aspettativa, e le ha dato nuova forza per andare avanti. Da questa esperienza è nato “Alla fine di un lungo inverno”. Coraggioso e lucido nella sua sincerità, questo libro è anche un messaggio di speranza e una toccante storia d’amore.

Per gli appassionati del genere “Fantasy e Fantascienza”

* Il tempo della guerra * di Andrzej Sapkowski (Ed. Nord, trad. di Raffaella Belletti, pp. 434, euro 18,00). Tre ombre cavalcano nella notte. Sono tre sicari, lanciati all’inseguimento della loro prossima vittima. Tuttavia non sanno di essere a loro volta seguiti da una creatura più forte e più resistente di qualsiasi essere umano: Geralt di Rivia, l’assassino di mostri. In circostanze normali, lo strigo non si sporcherebbe le mani per eliminare dei comuni criminali, ma stavolta è diverso. Perché quei tre sono stati assoldati per uccidere la principessa Ciri e, se ci riusciranno, il mondo intero sarà perduto: Ciri è la Fiamma di Cintra, la maga di cui parlano le profezie, l’unica forza in grado di contrastare i piani dell’imperatore di Nilfgaard – lo spietato conquistatore del Nord – e di riportare la pace tra i popoli della terra. Per questo è essenziale che Ciri arrivi sana e salva sull’isola di Thanedd, dove si stanno radunando tutti gli altri maghi. E Geralt è disposto a ogni sacrificio pur di proteggere il suo cammino. Però nessuno può immaginare che la principessa non sarà al sicuro nemmeno sull’isola. Sebbene sia difesa da incantesimi potentissimi, le spie di Nilfgaard sono infatti sbarcate persino in quel luogo isolato. E adesso sono in attesa, pronte a colpire.

Per gli appassionati dei generi “Ragazzi” e “Fantasy e Fantascienza”

* Peter Nimble e i suoi fantastici occhi * di Jonathan Auxier (Ed. Salani, trad. di Paola Mazzarelli, pp. 344, euro 15,00). Così comincia la storia di Peter Nimble: “Qualcuno di voi avrà sentito dire che al mondo non ci sono ladri migliori dei bambini ciechi. Come potete immaginare, infatti, un bambino che non vede possiede un olfatto straordinario e sarà in grado di dirvi che cosa c’è dietro una porta chiusa da cinquanta passi di distanza: sia stoffa di broccato, sia oro, o croccante di arachidi. Le sue dita, poi, sono tanto sottili da infilarsi in una toppa, le sue orecchie tanto sensibili da captare anche lo scatto più leggero di ogni minimo ingranaggio delle serrature più complicate. L’epoca dei grandi ladri è finita da tempo, questo è vero; oggi, ciechi o non ciechi, i ladri bambini sono pochi. Ma un tempo il mondo ne era pieno. Questa è la storia del più grande ladro che sia mai esistito. Si chiamava Peter Nimble”. Un protagonista che nasce sfortunato e scopre di essere magico. Un’avventura senza confini in un regno fiabesco e pieno di personaggi incredibili. Una storia mai narrata prima, imbevuta di atmosfere dickensiane, con lo stile del grande classico.

 

Fonte: infinitestorie.it

 

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Mamma, lavoratrice full time, separata, 39 anni, una figlia di 9 e la passione per la lettura ...

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