La Lettera Scarlatta, Nathaniel Hawthorne

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Quando una massa ignorante si mette a voler vedere con i propri occhi, è fin troppo facile che veda lucciole per lanterne. Però quando formula i suoi giudizi, come di solito fa, con l’intuito del suo grande e generoso cuore, le conclusioni a cui arriva sono spesso tanto profonde e tanto giuste da posseder gli stessi caratteri delle verità rivelate per via soprannaturale.

Ci sono classici che lasciano un segno indelebile.
Sono quelli che raccontano storie di uomini, di errori, di punizioni e di redenzione.
Esistono vari esempi di letteratura del genere.
Uno dei romanzi che più ha segnato i suoi tempi è stato, senza ombra di dubbio, La lettera scarlatta di Nathaniel Hawthorne.

La storia

Siamo nel New England, il periodo storico è il 17°secolo, in pieno puritanesimo.
Hester Prynne è una giovane donna sposata, il cui marito è lontano da casa da anni. E’accusata di adulterio, in seguito al quale è nata una figlia.
Lei, però, si ostina a mantenere segreta l’identità del padre.
E per questo viene condannata al pubblico ludibrio e a portare una A scarlatta cucita sul petto.
La A di “adultera”.
Una punizione crudele, visibile, che di fatto la isola dal resto della comunità.
Lei non vuole rivelare chi sia il suo amante. Per amore, per evitargli il suo medesimo disonore.
Lui, però, Dimmesdale, uno degli uomini più rispettati della comunità, si tormenta per la sua vigliaccherià e per l’ipocrisia con la quale conduce la sua vita.
Perchè lui è un predicatore, che si batte quotidianamente contro il peccato.
Ma, di certo, non è la persona giusta dal quale trarre insegnamento.
Nel frattempo, il marito di Hester torna a casa.
In città nessuno lo conosce e lui chiede alla moglie di mantenere segreta la sua identità.
Perchè vuole evitare le reazioni della gente.
E anche perchè vuole investigare sull’identità dell’amante della moglie.
Da qui si dipana un drammatico triangolo tra Hester, Dimmesdale e Roger (il marito), che porterà al drammatico epilogo che porterà alla luce la verità.

I temi trattati

La lettera scarlatta, pubblicato per la prima volta nel 1850, è un romanzo complesso.
Si parla di peccato, di colpa, di giustizia, di perdono.
Hawthorne, che era un liberale, voleva descrivere, attraverso questo libro, quale fosse la realtà nella società puritana.
Una società distante da lui ma, in parte, ancora attaccata a certi aspetti e tradizioni poco “moderne”.
Lo spunto per la storia gli arrivò da un suo parente, John Hathorne, che era stato un magistrato proprio nel periodo in cui è ambientata La lettera scarlatta. E si era occupato anche dei processi alle streghe di Salem.
Gli adulteri, all’epoca, venivano condannati a morte.
Poi la legge cambiò e si passò inizialmente alle punizioni corporali e, in seguito alla A ricamata sul petto.
Di sicuro una punizione meno cruenta ma comunque umiliante.

La lettera scarlatta ha molti punti di contatto con un grande romanzo italiano, scritto circa dieci anni prima: I promessi sposi di Alessandro Manzoni.
Entrambi raccontano una storia precedente.
Entrambi si soffermano sulle condizioni di vita dell’epoca che descrivono.
In tutti e due si parla di giustizia ed entrambi sono diventati dei testi fondamentali delle rispettive letterature.

Versioni cinematografiche

Da questo romanzo, nel corso degli anni, sono state tratte delle riduzioni cinematografiche.
Le più recenti sono quella del 1973 ad opera di Wim Wenders, con Senta Berger e la versione del 1995, diretta da Roland Joffe e avente come protagonisti Demi Moore, Gary Oldman E Robert Duvall (che, nonostante il successo, differisce molto dalla versione letteraria originale).

La lettera scarlatta
Nathaniel Hawthorne
Garzanti Libri, 2008, 275 pag., € 6,63
ISBN 978-8811364832

About Silbietta

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

3 commenti su “La Lettera Scarlatta, Nathaniel Hawthorne

  1. monica scrive:

    Ho letto questo libro qualche anno fa e lo ricordo come molto scorrevole e agile. Si, mi è piaciuto moltissimo.
    La cosa che più mi colpì, fu che, la famosa lettera scarlatta, viene cucita addosso alle persone, anche oggi, nonostante una maggiore apertura mentale e istruzione.
    Evidentemente il pregiudizio fa parte del DNA umano ed è resistente a ogni evoluzione della specie

  2. cspot scrive:

    come finisce, qual é l’utlima immagine de La Lettera Scarlatta? Questa la domanda del mio prof. di letteratura angloamericana all’Università…pochi seppero rispondere…

  3. polepole scrive:

    E’ da un po’ che è in lista, questo libro. Mi ha sempre attratto moltissimo ma non ho avuto mai la forza di affrontarlo: magari è arrivato il momento giusto…

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