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Narciso e Boccadoro, Hermann Hesse

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“Forse, pensò, la radice d’ogni arte, e fors’anche d’ogni spirito, è la paura della morte. Noi la temiamo, abbiamo orrore della caducità, vediamo con tristezza i fiori appassire e le foglie cadere e sentiamo nel nostro cuore la certezza che anche noi siamo caduchi e presto avvizziremo. Se dunque come artisti creiamo figure o come pensatori cerchiamo leggi e formuliamo pensieri, lo facciamo per salvare qualche cosa della grande danza macabra, per stabilire qualche cosa che abbia una durata più lunga di noi stessi.”

La storia

Nella Germania medioevale si snoda la storia dell’amicizia tra il dotto Narciso, destinato a una  carriera religiosa al riparo dei pericoli del mondo e della storia, e Boccadoro, l’artista che gira il mondo, alla ricerca della ricchezza della vita.

Boccadoro viene portato dal padre in convento a studiare per prendere i voti, ma quando conosce Narciso le sue certezze svaniscono.

Narciso è un giovane insegnante che ha da poco iniziato il noviziato ed ha la capacità di leggere nel cuore degli uomini.

Boccadoro inizia un vagabondaggio che gli da gioie e dolori, alterna soddisfazione per la vita da nomade a momenti di disperazione per la paura di aver sprecato il suo tempo senza avere realizzato nulla.

L’amicizia tra questi due giovani diversi tra di loro, due anime opposte, non è altro che il percorso per arrivare all’animo umano, la ricerca della felicità.

Boccadoro è stato innamorato di molte donne, ha persino ucciso per amore, ma ora non ha comunque nulla.

Anche quando scopre la sua vena artistica, la felicità non dura molto perché non ama la vita sedentaria.

Narciso è convinto che il corpo è subordinato allo spirito invece lo spirito non si trova solo nelle preghiere, ma anche nelle opere degli uomini.

Attraverso una delle epoche storiche che più gli piacevano, Hermann Hesse torna a riflettere sul contrasto tra natura e spirito, fra eros e logos, fra arte e ascesi, alla ricerca di una loro possibile integrazione.

Narciso e Boccadoro (1930), che è stato uno dei maggiori successi di Hesse, può essere letto a qualunque età ed aiuta a guardarsi dentro e valutare il buono e il cattivo.

L’autore

Nato il 2 luglio 1877 a Calw, passò in famiglia gli anni della gioventù, decisivi per la sua vita, ai quali Hesse ritorna spesso nei suoi libri. Visse poi  a Maulbronn, Tubinga e Basilea. Nel 1904 si trasferì in un vecchio rustico a Gaienhofen al Lago di Costanza per dedicarsi alla sua opera letteraria. Nel 1911 fece un viaggio in India e poco dopo si trasferì in Svizzera, prima a Berna. Nel 1919 a Montagnola (Ticino) dove cominciò per lui il periodo aritistico più fecondo e dove morì nel 1962.

Il superamento delle crisi personali è uno dei punti più importanti nelle opere di Hesse, nelle quali vengono trattati anche temi quali la religione e la politica.

Hermann Hesse è stato per tutta la vita un’uomo alla ricerca, come dimostra la sua opera letteraria.  Nel 1946 riceve anche  il Premio Nobel.

 

40enne, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri.

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