Roberta Michelotto : La ricerca della Perfezione

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L’estate è decisamente volata, mai come quest’anno mi è sembrata troppo corta.
Ovviamente questo periodo non mi è stato sufficiente per recuperare quel minimo di energie necessarie per ricominciare alla grande la ripresa del lavoro, la ripresa scolastica, la ripresa di una vita sociale.

In poche parole, la ripresa della solita (anche se con qualche cambiamento) ma tanto rassicurante routine!

E quando si riparte, la tendenza è sempre quella di volerci mettere a confronto (che risulta essere sempre impari) con il proprio ideale di donna, di madre, di moglie, di figlia ecc…
Sono sicura che ognuna di noi (parlo al femminile solo per semplicità) in momenti diversi dell’anno, si lascia affascinare e trascinare dall’illusione di poter raggiungere il proprio ideale, la perfezione in qualcosa.
Salvo poi tornare con i piedi per terra e affrontare la realtà:

la perfezione, almeno quella alla quale noi aneliamo tanto, non esiste. Perché la perfezione non è un concetto statico; è mutevole, soggettiva e sempre in divenire.

Per fortuna, aggiungo io!

Cosa vogliamo veramente, quando cerchiamo di raggiungere la perfezione o il nostro ideale di persona, ma soprattutto di cosa stiamo parlando?

La ricerca della perfezione e del progresso personale (perché di questo si parla), dovrebbe essere concepita concretamente, ponendosi degli obiettivi da raggiungere e nell’adottare un atteggiamento di un continuo superamento quotidiano: oggi è andata meglio di ieri.

La perfezione è sempre relativa, non è mai pienamente compiuta e in quanto relativa e non realizzata totalmente, è soggetta anche lei ad essere imperfetta.
Il bisogno di fare sempre meglio, “di superarsi” è alla base del proprio processo di autorealizzazione.
Tutti noi abbiamo bisogno di sentirci capaci di poter migliorare le cose, di imparare sempre di più, di andare oltre.
Questo è garanzia di progresso, ed è indispensabile per il superamento di noi stessi.
Per ottenerlo bisogna vivere di più, pensare di più, conoscere di più.
Il progresso e la soddisfazione personale si basano sul considerare che “oggi sono più di ieri”.

La ricerca di una perfezione sterile e per questo imperfetta si concretizza con:

  • Scopi irreali, sia verso se stessi che verso gli altri
  • Aspettative sproporzionate
  • Un forte bisogno di essere approvato dagli altri
  • Una tendenza a procrastinare nel tempo i propri obiettivi per paura di fallire
  • Un atteggiamento di forte autocritica ma con una costante reticenza alle critiche altrui

Il lato positivo nella ricerca personale della perfezione, è quello che spinge la persona a cercare il successo e la piena realizzazione si se stessa.
Il lato oscuro, negativo del concetto di perfezione è quello che porta, chi lo subisce, ad evitare i fallimenti, all’imperfezione e alla mediocrità.

 

Alcuni consigli per la ricerca della propria perfezione e soddisfazione personale:

  • Essere responsabili della propria vita. Al di là del non poter modificare le proprie circostanze personali. Per raggiungere ciò che vogliamo nella vita, c’è bisogno di eliminare gli elementi che ci impediscono di assumere le nostre responsabilità.
  • Evitare le scuse. Chi si propone il raggiungimento della perfezione, si domanda il perché dei fallimenti, cercando di rimediare e trovando delle soluzioni per non ripeterli.
  • Fare ogni cosa nel miglior modo possibile.
  • Evitare il più possibile la mediocrità.
  • Attivarsi in prima persona.
  • Mettere ordine nella propria vita e stabilire delle priorità. Non si può fare tutto. Per ogni cosa ci sarà il suo momento.
  • Essere costanti e determinati in quello che si vuole.
  • Dare un senso alla propria vita. La Felicità si incontra nel momento presente, indipendentemente dal numero di successi che si possono ottenere. Impariamo a riconoscerla e a goderla appieno. La felicità non sarà domani, la felicità è oggi. Se riusciamo a coglierla abbiamo raggiunto la perfezione.

Libri consigliati:

 

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