Sardinia blues, Flavio Soriga

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“Brucia di stelle il cielo di luglio in quest’isola immensa che suda l’estate, e siamo tre laureati senza macchia e senza paura e senza amore e senza fede e la Sardegna è il nostro Messico.”

Dopo aver letto le prime pagine mi sono chiesta che fine avesse fatto la punteggiatura eppure è proprio questa scrittura “caotica” che rende la lettura piacevole…un blues tutto da leggere e che nel frattempo suona in testa!

Più che un libro sembra un diario, è come se l’autore parlasse a se stesso e mettesse su una bilancia i pregi e difetti della sua Sardegna. Mi ha preso perché parla della Sardegna che conosco, del mare e delle discoteche non per turisti, ma per i residenti.
A primo acchito il libro sembra ironico ma, in realtà, sotto l’ironia c’è la voglia di sdrammatizzare argomenti importanti fra cui la talassemia, malattia di cui soffre anche l’autore del libro e che tratta in maniera profonda.
Adolescenzial il suo modo di descrivere le donne.
Intenso il legame tra Davide e la mamma “In fondo non mi è mai sembrato terribile, Davide, quello che ti è capitato, questa malattia, dopo che ho capito, che ho potuto sperare che saresti vissuto nonostante tutto, tu farai una vita non-normale, ma non mi sembra per forza peggio che fare una vita normale, dipende da te, Davide, e dalla fortuna che avrai e da cui alla fine dipende ogni cosa, dalla volontà di Dio e da te e dalla fortuna.”

Ho trovato il finale un po’ sconclusionato…come se mancasse un pezzo alla fine della storia.

Sardinia blues
Flavio Soriga
Bompiani, 2009, p. 272, €. 9,90

 

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