La strada verso casa, Fabio Volo

5
1215
thumbnail

Voglio qualcuno vicino a cui dire che sono felice.

Andrea e Marco sono fratelli ma sono anche caratterialmente distanti l’uno dall’altro.
Dopo la tragica morte della madre Marco decide di prendere le distanze dal fratello e dal padre e si trasferisce a Londra, dove apre un ristorante italiano.
La sua vita è piena di donne, ma è paradossalmente vuota rispetto a quella di Andrea che dopo la laurea si è sposato e ha fatto le cose come dovevano essere fatte.
Tornato dopo qualche anno a casa per aiutare il padre malato, Marco si ritrova a riallacciare i rapporti con Andrea e a ritrovare i tasselli del suo passato.
E, forse, ad affrontare finalmente tutto quello da cui anni prima era fuggito via.
Anche quell’inconfessabile segreto di famiglia…

 

Quando mi hanno proposto di leggere l’ultimo romanzo di Fabio Volo ci ho pensato su un attimo e poi mi sono detta:
“Ma si, perché’ no?”
In fondo, per poter giudicare uno scrittore bisognerebbe avere il coraggio di leggere almeno un paio di suoi libri.
E io non avevo mai avuto l’occasione di confrontarmi con lui.
Dunque da dove partiamo?
Dalla domanda che si fanno tutti ogni volta che un libro di Fabio Volo arriva in cima alle classifiche di vendita, ovvero:

perché’ Volo piace così tanto?

Io credo che la risposta sia non tanto nella qualità delle storie che racconta (che sono sì gradevoli da leggere ma sicuramente non così originali o innovative) quanto piuttosto nella semplicità del linguaggio.
Trovo che La strada verso casa sia un romanzo agrodolce, che si legge in fretta e che parla sostanzialmente della paura di amare.
Volo è un narratore di storie di tutti i giorni. E’ bravo a farlo, in radio, in tv.
E, perché’ no, attraverso un libro.
Il bello, secondo me è che sono soltanto questo: storie piacevoli da leggere, che non hanno la pretesa di essere chissà quale capolavoro letterario.
Alla fine della mia prima volta con Volo posso dire che no, non è così male come autore.
Mi aspettavo decisamente di peggio…e invece, magari un giorno potrò azzardare anche una seconda volta, chi lo sa!

La strada verso casa
Fabio Volo
Mondadori, 2013, 315 pag, € 15,30
ISBN 978-8804633570

SHARE
40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

5 COMMENTS

  1. A me piace da matti ascoltare Fabio. E non ho mai provato a leggere un suo libro.
    Ho sempre avuto il dubbio, il timore, la paura, il terrore 😀 che mi si potesse smontare l’idea che mi sono fatta di lui. Perché a me piace, ma tanto davvero, quando parla alla radio. Mi piace quello che dice e come lo dice. Mi piace il suo prendersi in giro. Ma quello c’è? Il suo prendersi in giro, dico…

    • Ecco.
      Secondo me il successo dei suoi libri deriva dal fatto che si, leggendoli, ci ritrovi un po’ di lui tra le pagine.
      Che, come dicevo anche nella recensione, non sara’ una cosa originale, ma evidentemente piace. 🙂

      • Meditavo. Sai cosa?
        Forse alla fine piace e sta simpatico perché lui lo ammette, di essere uno comune. Uno che lavorava nel panificio di famiglia, uno che ciaccia di musica e birra raffo e poi ti legge la poesia di quel tizio che gli è tanto piaciuta e allora perché non condividere quel piacere con gli altri? Per poi tornare a raccontare di piccole cose comuni, di quando ti sei alzato stamattina e ti è successo che… va be’, per essere simpatici mica bisogna essere per forza originali, no? 🙂
        Grazie Silvia, magari ci provo, a leggerlo, magari… 🙂

  2. Io li ho letti tutti e non me ne vergogno, perchè sono quei libri da copagnia… ! Il penultimo non mi era piaciuto e forne nemmeno il suo primo…! Tante critiche su volo , le ho lette tutte, a me piace alla radio e i libri li prendo sempre… e questo ultimo mi è piaciuto

  3. Anche io ho letto i suoi libri, alcuni mi sono piaciuti, altri no. Quest’ultimo devo leggerlo, aspetto che me lo passi mia sorella. Comunque concordo con Silbietta, le storie non sono originali, ma credo che spesso ci i può ritrovare nei suoi personaggi.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here