Romanzi di (un certo) genere: Un insolito tepore autunnale, Elisabetta Pierri

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Con oggi inizia un esperimento che ci porterà ad affrontare alcuni argomenti molto delicati e interessantissimi: le questioni di genere e il linguaggio sessista. Ci seguirà in questo cammino Lorenzo Gasparrini, che da sempre si batte per una comunicazione moderna e priva di stereotipi. Questo uomo no, La benché minima idea e La filosofia maschia sono alcuni degli spazi dove compaiono i suoi pezzi, su Zebuk ci aiuterà a comprendere meglio quanto possa servire parlare in termini non sessuofobici e senza pregiudizi.
Buona lettura.
 

La narrativa di genere esiste da sempre, ma quanti sono tra questi i libri che affrontano ‘questioni di genere’? In questo spazio parleremo di romanzi e racconti che non hanno paura di evitare stereotipi e luoghi comuni su uomini e donne, per esplorare – con la libertà e la profondità che può permettersi solo la letteratura – quello che per altri discorsi è oscuro, vietato, proibito o impossibile.

Un insolito tepore autunnale ci viene proposto come “romanzo erotico”. Cosa vuol dire?

Prima di tutto vuol dire che ci sono scene di sesso esplicito, e che questo viene descritto senza ellissi né metafore. E fin qui non ci sarebbe nulla di interessante, perché “romanzo erotico” varrebbe solo come etichetta commerciale, tanto per far decidere al cliente cosa fare del suo acquisto.

Per fortuna però questa etichetta, in questo caso, vuol dire anche di più: vuol dire che l’erotismo è qui parte sostanziale del romanzo, non come avventure vissute dai personaggi ma come realtà che li fa esistere come tali. La dimensione erotica della loro comunicazione, del loro modo di vedere il mondo, è presente come tutte le altre dimensioni. Senza questo ruolo archiettonico dell’erotismo, semplicemente Un insolito tepore autunnale non potrebbe essere neanche raccontato.

In più, per una volta, questo erotismo non corrisponde al cliché della pornografia commerciale eternamente centrata sullo sguardo di un uomo eterosessuale poco fantasioso. Nello spazio di poche settimane, più o meno intorno alla classica “ottobrata” romana, i personaggi scopriranno di sé cose che non sapevano, o non volevano, desiderare. E lo faranno attraverso esperienze erotiche necessarie alla loro crescita, alla loro comprensione di se stessi.

Il sesso, nel romanzo di Pierri, non è mai superfluo. Arriva quando serve, spiega quanto basta, immagina il necessario, collega e supera gli elementi narrativi, ed è assolutamente legato ai caratteri dei personaggi coinvolti, che senza di esso apparirebbero monchi, incompleti. Ciò che racconta Pierri non potrebbe essere scritto come una storia senza erotismo. Perché senza, la storia di Un insolito tepore autunnale non esisterebbe proprio, né potrebbe tentare di rispondere alle domande che si pone e che pone al lettore: che cos’è un desiderio? Quando è lecito realizzarlo? Per quanto possiamo rimanere indifferenti a quello che ci dice il corpo?

Al di là della sua categoria commerciale, quale che sia, questo romanzo è erotico per ciò che vuole scoprire.

 

Un insolito tepore autunnale
Elisabetta Pierri
Milano, Ink, 2013.
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Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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