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Romanzi di (un certo) genere : Storie d’amore inventato, Loredana De Vitis

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Oggi Lorenzo Gasparrini ci “legge” una serie di racconti che hanno come filo conduttore l’invenzione dell’amore. Un titolo chiaro, lo sviluppo studiato e complesso al di fuori dagli stereotipi.

Buona lettura!

 

Non mi sono sbagliato: questo libro, composto di dieci racconti, è un romanzo il cui protagonista, come dice il titolo, è uno: l’amore inventato.
Loredana De Vitis raccoglie la sfida di scrivere dell’argomento di cui s’è scritto di più al mondo, e di farlo in due modi contemporaneamente: raccontando dell’amore, cioè scrivendo di situazioni e persone che hanno a che fare con lui, e raccontando l’amore, rendendo lui il protagonista – e non l’oggetto – di ciò che viene raccontato. Uomini e donne, in questo libro, inventano l’amore: come ci dice l’etimologia di “inventare”, lo trovano cercando, lo incontrano, lo scoprono giungendo a una meta; e De Vitis racconta appunto di questi viaggi. Storie d’amore che passano in rassegna i luoghi più tipici del genere, senza però confortare il lettore abituato a quei luoghi tipici. Solo voci, con stili linguistici e tipografici diversi, che parlano. Forme diverse per un unico argomento – la storia più vecchia del mondo – declinata in tanti modi consueti: il tradimento, il matrimonio, la chat, il colpo di fulmine…

La sensibilità di Loredana De Vitis sa cogliere principalmente i toni di voce. Dato però che la scrittura non arriva alle orecchie ma agli occhi, c’è bisogno di trasformare i toni in forme e parole adeguate. Quindi tipografia, lessico, “oggetti” linguistici collaborano alla caratterizzazione dei toni, con un lavoro evidentemente sofferto e ricercato, tanta è la naturalezza e la semplicità che si leggono in superficie. L’abilità dell’autrice è quella di far rimbalzare questi toni su vari oggetti e argomenti, in modo che i toni diversi possano creare echi e riverberi che, anche se non stampati, suscitino la nostra immaginazione e la nostra esperienza a riempire quelle pagine che non ci sono. Non c’è nessuna difficoltà a sentire di nuovo quegli stessi echi che neanche sono scritti; ma il facile rispecchiamento confortevole è smentito con scientifica crudeltà da una scrittura che piazza, qui e là, autentiche trappole narrative, che non possono rendere – per nostra fortuna – troppo facile l’empatia. Una parola, uno spostamento di senso, una rottura improvvisa nascondono il meccanismo destabilizzante che fa diventare queste pagine una piccola inchiesta sul senso delle nostre abitudini in amore, fuori da qualunque ovvio stereotipo e da tutti i confortevoli luoghi comuni.

Porre domande scomode e molto personali è uno dei tanti compiti che i romanzi, da quando esistono, non cessano di portare a termine con un’esattezza a volte insopportabile. Storie d’amore inventato sarà piacevole quanto inquietante.

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Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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