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Il canto dell’effimero, Eugenia Serafini

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effimero

venne
dal volteggiare leggero di
bolle di sapone nell’aria
iridescenti colme di
gaia dolcezza

venne
da esigenze di sopravvivenza
impulsi di leggerezza
richieste impellenti
di un vivere angusto e
dubbioso

effimero
lo vidi
volare per tutta l’estate
lungo la fascia marina
fra mongolfiere
aleggianti

voli
d’alianti al tramonto
e parapendii/
in cieli di Marche/
su campi d’olivi e
grano mietuto

La giovane Flower-ed, casa editrice tutta digitale, è molto coraggiosa perchè sceglie di pubblicare poesia e lo fa con Eugenia Serafini, un’artista straordinaria.
Poeta performer e installazionista ha partecipato alla Biennale di Venezia ed è stata docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Carrara.
E proprio dai viaggio tra Roma e Carrara nasce questo poemetto dove il verso e le parole si mescolano al segno grafico creando un libro d’artista dove il segno grafico viene usato in ogni sua sfaccettatura.
Ecco quindi che il verso viene scisso, le parole evidenziate, cancellate, ripetute oppure disegnate fino a diventare segni sottili di ali che volano sulla pagine, effimere eppure persistenti.

Il canto dell’effimero nasce dai ricordi di un’estate, dal viaggio in treno attraverso la Maremma, dall’incanto di quei paesaggi, dalle riflessioni intorno alla vita.
Nella bellissima prefazione al poema, Elio Pecora racconta cosa è l’effimero: non il nulla ma anzi una costante leggerezza dove si muovono gli stati d’animo e ogni desiderio, l’effimero è un viaggio dove tutto ciò che si è vissuto collide in una nostalgica melanconia.

lascia che torni
un effimero lieve
memoria di affetti
infantili
lascia che mi abbracci
mi avvolga in
dolci carezze e
baci di madre
di padre
lascia che torni in
effimero gioco
per vie ignote e
riconoscenti
memoria di bianche
braccia e seni
e giochi nell’erba
fra siepi di bosso
e tuie odorose

Io non so parlare di poesia, mi mancano le parole per raccontarla come meriterebbe ma posso dire che questo breve poemetto è delizioso.
Ho amato molto le descrizioni, l’affiorare dei ricordi, l’incedere del verso così semplice ed immediato, colloquiale ma allo stesso tempo poetico.

andiamo
è tempo di giochi
fra raggi di sole e
spicchi di vento
fiori alati di pesco
in primavera e
teneri bocci di rose
( il maggiolino
mangiò molti bocci
in fiore
ricordi?

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