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I passanti, Laurent Mauvignier

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Quel mio dolore, proprio qui, che scavava un vuoto e che sentivo battere sotto pelle. Lo ascoltavo il mio cuore mentre posavo la mano sulla pelle, batte, sì, batte ancora, e come mi facevano male quei sorrisi sulle loro bocche. Dovevo tenere bassi gli occhi, e chiudere bene il pugno sul cuore per non lasciare vedere come tutto ciò mi lasciava, come loro mi lasciavano, senza rendersene conto, gli occhi solo per loro, chiusi agli altri, senza sapere che gli altri ero io.

Ci sono dei libri che vanno fatti lavorare in fondo all’anima prima di raccontarli. Perché raccontano emozioni forti, che vorresti non provare mai. Però sai benissimo che certe cose accadono, purtroppo. Accadono ancora.

E allora il modo migliore per cercare di scacciarle, di fare in maniera che non accadano più, è parlarne. Denunciarle.

Il 25 novembre era la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne e Zebuk ha lasciato la parola ai due protagonisti dell’ultimo libro di Mauvignier, I passanti.
Ve lo raccontiamo, ora, dopo averlo fatto sedimentare un po’, dopo averne riletto alcune parti, col cuore stretto dall’angoscia.

Perché sì, il racconto per flashback di Mauvignier, è angosciante: ti senti lì con Catherine e con Claire, vedi quello che succede e non puoi far niente. Urli, gridi forte, ma nessuno ti sente. La musica delle cuffie la senti altissima e lui lo vedi muoversi e pensi anche come lui, a tratti. E lo capisci.
lui è l’uomo che compie lo stupro e poi si scusa, si giustifica, cerca riparo dietro pareti trasparenti come quelle della piscina da cui osserva Claire. lui è una persona normalissima, non certo un violento, anzi: lui è uno che nemmeno si nota, un passante in giro per la città. E forse è proprio questa una delle cause che provocano quello che succede.

Nella folla io non sono più esattamente quell’uomo, ma ancora non un’ombra. Non sono ancora qualcuno, ma non sono più esattamente nessuno. È già qualcosa, ma il fatto è che a volte mi annoio così tanto, quando la domenica lasciano la città a chi ne fa parte solo per contrasto, solo per difetto.

Non si parla mai chiaramente della violenza. Ma si sente. Ancora più forte proprio perché non se ne parla esplicitamente.

La violenza si sente nell’indifferenza

La scrittura di Laurent Mauvignier è davvero efficace: bastano poche parole per creare un’angoscia presente e pesante, basta leggere questo per sentirsi almeno un po’ lui:

Sì, è una specie di calma. Come se alla fine di un sogno il giorno fosse qui a confrontarci, a mascherare anche le ombre e ciò che fa male, a nascondere gli specchi: perché adesso c’è anche questo, che a casa ho nascosto la mia immagine […]

E mi sono accovacciato in un angolo, sempre quel freddo, devo riflettere, devo – e poi solo le mie mani da guardare e la testa da nascondere tra le dita.

Ma no, dentro di noi lottiamo contro l’evidenza di questa sensazione perché no, lui deve essere scovato e condannato, perché lui non è come noi, è un violento e deve essere eliminato dalla faccia della terra! *Ora lui esiste.

E noi siamo di nuovo Catherine.

io conosco il segno che lasciano queste cose, quando credi di vedere le tue mani per l’ultima volta, e senti il frastuono della tua morte in tutta la città, in ufficio, nel palazzo, e pensi, come potrei vivere dopo, dimmi, se fossi solo un corpo sopravvissuto alla sua morte, solo un’ombra, niente.

[Image credits: morguefile]

Alla casella n. 18* oggi vi regaliamo un ebook da scaricare gratuitamente… di chi sarà? Correte a scoprirlo … ora!!!!

I passanti
Laurent Mauvignier
Del Vecchio Editore (collana Formelunghe), 2014, pag. 136
ISBN: 9788861100930

Per acquistare:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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