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Storia dell’occhio, Georges Bataille

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Sono stato allevato in solitudine e, fin dove posso ricordare, ero ansioso di cose sessuali. Avevo quasi sedici anni quando incontrai una fanciulla della mia età, Simone, sulla spiaggia di X… Le nostre famiglie erano imparentate alla lontana, i nostri rapporti ne furono affrettati. Tre giorni dopo esserci conosciuti, Simone e io eravamo nella sua villa, soli. Indossava un grembiule nero e aveva un colletto inamidato. Incominciavo a intuire che condivideva la mia stessa angoscia, tanto più intensa quel giorno perché sembrava nuda sotto il suo grembiule.

Storia dell’occhio è un romanzo del 1928.
Un romanzo molto particolare, un racconto lungo, tempestoso, surreale di un erotismo che si nutre di feticismi anche macabri e di masochismo.

La storia è narrata da un giovane che racconta del suo innamoramento con Simona.
Entrambi giovani, scoprono di avere in comune gli stessi gusti e desideri.
Irrispettosi di tutto e tutti, si amano sotto gli occhi della madre di Simona, una donna debole che tutto concede, e irretiscono nei loro giochi erotici Marcella, una giovane mentalmente instabile.
Arrivano ad organizzare un’orgia con dei loro amici e proprio durante quest’orgia, Marcella, colta da crisi isterica verrà internata in una clinica psichiatrica.
Dopo la morte di Marcella i due giovani arriveranno in Spagna dove, aiutati da un amico di Simona, vivranno altre esperienze fino alla fuga in Andalusia dopo l’uccisione di un sacerdote.

Storia dell’occhio è un libro forte, crudo, dove si respira un’aria malsana di morte.
Simona e il suo amico non si fermano davanti a nulla nel parossismo della ricerca del piacere.
Tutti i mezzi e le voglie vengono soddisfatti senza curarsi delle conseguenze.
I due giovani sono chiusi nel loro mondo personale.
Non ci sono adulti in questo breve romanzo, né altre figure all’infuori della coppia e di un paio di personaggi di contorno.
Il mondo è totalmente tagliato fuori, esiste solo il sesso e la ricerca di esso.

Il piacere per i due protagonisti passa attraverso l’uso di oggetti particolari: uova, bulbi oculari, testicoli d’animale sono tutti mezzi per godere.
E infatti la ricerca del piacere è intrinsecamente e visceralmente collegata alla morte.
Non a caso una delle scene più forti del libro è ambientata nell’assolata Spagna, patria della corrida.

Bataille scrive un testo che non lascia indifferenti presentando una storia di morte dove non c’è redenzione ma un inabissarsi verso forme sempre più perverse di ricerca del piacere.

Il libro fu pubblicato sotto uno pseudonimo e solo con l’edizione del 1962 dopo la morte dell’autore apparve il nome di Bataille.

Nel 1974 dal libro fu tratto un lungometraggio, Simona, diretto da Patrick Longchamps con Laura Antonelli come protagonista.
https://youtu.be/-_E6RPOR3T8
Storia dell’occhio
Georges Bataille
SE Editore, 2013, p. 164, €. 19,00

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