Casa Howard, Edward M. Forster

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Carissima Meg,
non è come ce l’aspettavamo. È vecchia e piccola e nel complesso deliziosa… in mattoni rossi. Già ora, noi ci stiamo dentro a stento e il Cielo sa cosa accadrà domani, quando Paul (il figlio più giovane) arriverà. Dall’atrio si va a destra o a sinistra, nella sala da pranzo o nel salotto. L’atrio stesso è praticamente una stanza. Apri un’altra porta e trovi le scale che vanno, attraverso una specie di galleria, al primo piano. Qui, tre camere da letto in fila e tre, sempre una accanto all’altra, sopra nell’attico. Questa non è propriamente tutta la casa, ma è tutto quello che si vede: nove finestre guardando in alto, dal giardino.
Poi c’è un grandissimo olmo dalle foglie larghe e dai lunghi rami, sulla sinistra, piegato un poco sopra la casa, e situato al confine, tra il giardino e il prato. Quest’albero io l’amo già tanto. Anche olmi comuni, querce non più brutte delle normali querce, peri, meli e una vite. Niente betulle argentate, però. Ma devo venire al padrone e alla padrona di casa. Volevo solo mostrarti che non è per nulla quello che ci aspettavamo. Perché mai avevano stabilito che la loro casa dovesse essere tutta timpani e labirinti e il loro giardino tutto vialetti di color giallo? Semplicemente, credo, perché li associavano con alberghi costosi; la signora Wilcox che avanza in begli abiti per lunghi corridoi, il signor Wilcox che tiranneggia i facchini, ecc. Noi donne siamo così ingiuste.

Casa Howard è la storia di tre nuclei familiari di diversa estrazione sociale le cui vite arrivano ad intrecciarsi.
Sullo sfondo la bellissima Casa Howard, casa di campagna della famiglia Wilcox.
Una casa piccola e anche un po’ scomoda, piena di ricordi.
La signora Wilcox alla sua morte la dona a Margaret Schlegel e a sua sorella Helen ma la sua famiglia non prende nemmeno in considerazione l’idea.
Eppure ai Wilcox la casa nemmeno piace più di tanto.
Intanto il signor Wilcox e Margaret si conoscono meglio e si sposano mentre Helen è sempre più presa dai signori Bast, una coppia non troppo distinta.

Casa Howard fu pubblicato nel 1910 e rappresenta uno dei capolavari di Forster.
Il romanzo, come le altre opere dell’autore, tratteggia in modo anche crudo a volte i pensieri e i modi di fare delle diverse classi sociali inglesi e in particolar modo mette in luce la grettezza e la chiusura mentale dei Wilcox, i ricchi capitalisti.
Margaret, intellettuale ed indipendente, cerca di far comprendere al signor Wilcox i suoi limiti con scarsi risultati e sinceramente uno dei miei crucci, dopo varie letture, è perché una donna intelligente come lei abbia acconsentito a sposare un uomo come il signor Wilcox.

Forster scrive benissimo e tratteggia perfettamente la vita dell’Inghilterra di inizio novecento con le sue manie e i suoi preconcetti.

Nel 1992 James Ivory diresse il film omonimo tratto dal romanzo con protagonisti Vanessa Redgrave, Anthony Hopkins, Emma Thompson e Helena Bonham Carter.
Il film ebbe un grandissimo successo ed Emma Thompson vinse il Premio Oscar come miglior attrice protagonista.


Casa Howard
Edward M. Forster
Mondadori, 2007, p. 347, €. 8,93

Photo: film-review.it

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