ZenBuk: La caffettiera del masochista, Donald A. Norman

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Psicologi, antropologi non sono tanto utili in quanto “sanno l’uomo”, ma in quanto aiutano a osservare e vedere presto gli errori, prima che sia tardi e troppo costoso riparare.

Da perenne studentessa delle affascinanti arti dell’architettura e del design, ho sempre un’attenzione particolare per i testi di quegli autori, come Donald Norman in questo caso, che cercano di avvicinare alcuni argomenti considerati “da specialisti” alle persone che di quel tema potrebbero non conoscere nulla. Qui si tratta però di un tema che ha una teoria da addetti ai lavori ma una pratica che è e deve essere di tutti quanti. Qui si tratta del design e della progettazione degli oggetti che tutti quotidianamente utilizziamo.

È buffo leggere un libro del genere, che poco dovrebbe avere a che fare con la psicologia, e trovarci citazioni che possono benissimo essere adattate ad ambiti diversi da quello del design degli oggetti. È buffo leggere che

È facile ideare un dispositivo che funzioni bene quando tutto va secondo i piani.
La parte più difficile, ma necessaria, del design è far sì che le cose funzionino anche quando qualcosa va storto.

… e scoprire che il solito commento si potrebbe fare rivolti ad una situazione della vita, a una persona, a un certo comportamento che non abbia che fare con un oggetto vero e proprio. Lo penso solo io? 🙂

Il parere dell’esperto: Roberta Michelotto

“Quando una cosa semplice esige figure, scritte o istruzioni, vuol dire che il design è sbagliato”.

Leggere questo libro mi ha aiutato a capire che spesso e mio malgrado, mi reputo più “imbranata” di quello che realmente sono. Ho imparato che se non intuisco subito come funziona un oggetto o faccio delle “gaffe” non dipende sempre da me e dalla mia poca accortezza nell’osservare le cose, ma dal fatto che l’oggetto in questione è stato progettato male. Il suo utilizzo non è intuitivo. Questa riflessione,  almeno per il momento, mi riempie il cuore di gioia e rinvigorisce la mia autostima. Mi auguro che a voi faccia lo stesso effetto.

Vorrei sottolineare quanto la comprensione della realtà sia soggettiva e come sempre più spesso si danno le cose per scontate: “Se lo so fare io lo sai fare anche tu”.

Quante volte ci siamo sentiti colpevoli per non essere stati in grado di utilizzare nella maniera corretta un oggetto, soprattutto se tecnologico? Io spesso, anche per cose banali di uso quotidiano. Conoscere un oggetto non significa necessariamente conoscerne l’uso e questo fatto non ci deve far sentire inferiori a nessuno. Ricordiamoci sempre che la perfezione non esiste; l’esperienza e la pratica sono indispensabili per capire, il fare errori per migliorare.

Iniziamo questo nuovo percorso insieme con una lettura piacevole, ironica e colta che pone l’accento su quanto a volte non siamo solo noi a complicarci la vita ma l’ingegno e l’estro creativo di qualcun altro, che riesce a farci sentire inadeguati/e o fuori posto anche nel quotidiano.

Impariamo a sorridere di queste piccole cose, a sdrammatizzare se ci assalisse il dubbio di tirare o spingere una porta, se poi questa si dovesse aprire in automatico, l’importante è che avvenga prima di sbatterci il naso. 🙂

La caffettiera del masochista
Donald A. Norman
Giunti editore (collana Tascabili), 2015, pag. 368, € 6,72
ISBN: 978-8809808591

Per acquistare:

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle.
Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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