Kafka sulla spiaggia, Haruki Murakami

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È la storia di un ragazzo e del suo riscatto, della sua crescita e del suo ingresso in un mondo più adulto.

Il libro mi ha colpito per il profondo significato che l’autore dà ai concetti di accettazione del se e di perdono. Solo alla fine il protagonista comprende che il senso della vita è accettare l’imperfezione contenuta nel passato attraverso l’amore ed andare oltre verso il futuro.

Lo capisce passando per un mondo cristallizzato e immobile, dove i ricordi (positivi o negativi che siano) diventano una vera trappola capace di fermare il tempo e di impedire il progresso, da cui poi esce elaborando il dolore attraverso il suo archetipo materno.

Il libro vuole ricordarci che in ognuno di noi sono presenti le risorse per fare questo salto nel vuoto che è crescere, che ognuno di noi può accettare se stesso e gli altri a prescindere dalle imperfezioni e dalle mancanze, Murakami ci porta in un viaggio attraverso la consapevolezza strutturando la sua storia attorno a svariati personaggi, tutti archetipici.

Il protagonista, con la madre/amica/donna ritrovata, sono metafora del rimarginarsi delle ferite mentre l’anziano e il camionista che decide di viaggiare con lui dimostrano che ognuno nel suo piccolo ha un posto e un ruolo nel mondo, per piccolo che sia… grazie alla rappresentazione di questi livelli di coscienza separati e sempre convergenti (tutti i personaggi si muovono attraverso la storia per poi convergere in uno stesso luogo ed incontrarsi) l’autore ci guida in un percorso di auto-guarigione… una sorta di divina commedia verso il nostro paradiso interiore.

Ho apprezzato questo libro e mi sono identificata molto con il protagonista e il suo viaggio.

Lo consiglio a tutti coloro che desiderano guardarsi dentro con altri occhi.

Kafka sulla spiaggia
Haruki Murakami
Einaudi, 2013, p. 514, €. 12,75

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