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L’altro capo del filo, Andrea Camilleri

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Sulla costa vigatese gli sbarchi di clandestini si susseguono.
Ogni notte  il commissario Montalbano e i suoi uomini sono al porto ad accogliere i migranti e controllare che tutto fili liscio, ma  sono ormai allo stremo delle forze.
Durante una nottata di sbarco il commissario riceve notizia di un efferato delitto, corre sul posto e scopre che la sarta dalla quale stava facendosi fare un vestito nuovo è stata uccisa.
Salvo si trova così a scavare nella vita di Elena e delle persone che vivevano nella sua cerchia.

Come sempre il commissario si troverà ad affrontare l’umanità varia sia nei suoi lati bui che in quelli migliori e di conseguenza a riflettere e a farci fare altrettanto sulla società attuale.

“Chi nni pensi tu dell’Europa?” spiò al granchio che dallo scoglio allato lo stava a taliare .
Il granchio non gli arrispunnì.
“Prifirisci non compromittiriti? Allura mi compromitto io. Io penso che doppo il granni sogno di ‘st’Europa unita, avemo fatto tutto il possibili e l’impossibili per distruggirinni le fondamenta stisse. Avemo mandato a catafottirisi la storia, la politica, l’economia ‘n comuni: L’unica cosa che forsi restava ‘ntatta era l’idea di paci.

Mai come in questo libro Camilleri fa emergere tanta umanità da parte del commissario e anche l’algida Livia risulta piu simpatica e empatica.

L’altro capo del filo
Andrea Camilleri
Sellerio, 2016, p. 301, €. 11,90

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Photo : siciliajournal.it

2 COMMENTS

  1. A mio parere uno dei migliori, non tanto come colpi di teatro, ma come descrizione dei personaggi, dell’umanità, e del sentimento verso la tragedia dell’esodo dei migranti.

    • concordo appieno, mi è piaciuto tantissimo il lato psicologico di questo romanzo , ma io sono una fan incallita di Montalbano 🙂

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