Mondi senza tempo, Francesco Troccoli

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«Avverto molta confusione nella tua mente, Tobruk Ramarren. Emozioni, speranze, ricordi. Ogni elemento è in conflitto con se stesso. Ogni parte di te si scontra con una opposta.»
Lo fissai senza replicare. Le parole con lui erano superflue.
«Ma troverai di nuovo la tua strada.»

L’ultimo capitolo della trilogia dell’Universo Insonne e del suo protagonista, Tobruk Ramarren: ne avevamo già parlato qui con Ferro Sette e qui con Falsi Dei.
Mondi senza tempo è l’epilogo, la chiusura del cerchio.

Tobruk, paladino degli umani che hanno imparato di nuovo a dormire, dormiente che ha affrontato viaggi e avventure nello spazio, tra mondi alieni e umanità che ha perso l’abitudine al sonno, torna finalmente a casa. Ma il suo mondo, la sua vita, la Repubblica, sono cambiati e non si riesce a capire cosa stia davvero accadendo: qualcosa è accaduto nel passato, che ha modificato il corso degli eventi?

È giunto il momento di mettere in gioco la propria vita: senza Tobruk Ramarren, la storia dell’Universo potrebbe persino essere migliore…

Francesco Troccoli sa creare atmosfere reali (lo avevo sostenuto anche qui), non semplicemente realistiche: quando leggi le emozioni di Tobruk, della sua compagna Alina, di suo figlio, degli altri protagonisti del romanzo, tu sei lì con loro e senti persino il dolore degli impulsi che arrivano dai fucili della milizia. Senti gli odori e i suoni, senti le folate calde dell’eruzione del vulcano che sovrasta Hobbes City. E poi le parole ti scavano in fondo al Cuore, ti chiedono opinioni personali, ti fanno pendere per l’uno o per l’altro protagonista, ti confondono e ti ammaliano, ti convincono quasi ci fosse davvero in ballo una trasmissione mentalità…

Il destino non esiste. Esiste solo la forza di volontà (non so come altro potrei chiamarla) degli esseri umani che si muovono al suo interno. Dei singoli individui e delle masse. Esiste il loro movimento nel tempo, che crea il presente, facendolo diventare passato. Il futuro non è altro che una speculazione teorica.

Insomma, in questo romanzo – come negli altri due della trilogia – non c’è solo fantascienza, non c’è solo una fantasia portata su alte vette, tra mentalica da apprendere e viaggi nel tempo e nel non-tempo da compiere, ma c’è un intero universo, vero e reale. C’è amore, passione, lotta, violenza e tenerezza.

Solo che è raccontata in un altro modo.

Tudo pode ser contado de outra maneira [José Saramago]

cita giustamente Francesco all’inizio del romanzo, e il modo in cui lo fa lui mi piace un bel po’: ora sì che ho una gran voglia di leggere fantascienza! 🙂

Mondi senza tempo
Francesco Troccoli
Delos Books (collana Convoy), 2016, pag. 240, € 15,00
ISBN: 978-8865306994

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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