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Rebecca, Daphne Du Maurier

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Sognai l’altra notte che ritornavo a Manderley. Mi pareva di essere al cancello che dà sul viale d’ingresso, e non potevo entrare: la via era sbarrata. Una catena con un lucchetto chiudeva il cancello..

La signora Van Hopper ogni anno si reca a Montecarlo con la sua giovane dama di compagnia.
La signora Van Hopper è una donna pettegola che si diverte a chiacchierare con i vari personaggi famosi che transitano in albergo.
Un giorno invita per un caffè Max de Winter non immaginando minimamente che quell’incontro porterà al matrimonio tra de Winter e la giovane dama di compagnia.

De Winter è ricchissimo, vedovo, e vive a Manderley, bellissima casa nella campagna inglese.
La giovane sposa si ritrova a vivere nel lusso, in una casa immensa guidata dalla signora Danvers, severa governante che non fa altro che mortificare ogni tentativo della giovane sposa di dare un tocco personale all’abitazione e alle sue consuetudini.
La vita matrimoniale scorre abbastanza serena anche se la ragazza si sente sempre più minacciata ed insicura.
Perché ogni cosa nella casa ricorda Rebecca, la bellissima prima moglie di Max de Winter.
Rebecca e il suo ricordo vengono tenuti in vita dalla tenacia della signora Danvers che ancora si occupa delle cose della defunta come se dovesse tornare da un giorno all’altro.

Rebecca diventa una presenza ingombrante nella vita della giovane sposa, facendosi sempre più inquietante e potente, riportata in vita dalla gelosia e dell’insicurezza della ragazza.

Si può essere gelosi di chi non c’è? Si può temere qualcuno mai visto o incontrato?
Daphne Du Maurier partendo da queste due semplici domandi costruisce sapientemente un thriller psicologico dove il lettore si muove con un crescente stato di ansia man mano che la giovane protagonista si sente sempre più minacciata da Rebecca.
Perché la protagonista del romanzo è sostanzialmente una donna insicura catapultata in un mondo che non le appartiene. Un personaggio timoroso e senza nome, mai viene pronunciato nel libro, che fa tenerezza al lettore perché lotta disperatamente per affermare se stessa e sentirsi accettata ed amata.
Di tutt’altro stampo è Rebecca che prepotentemente investe tutto il romanzo della sua presenza e, a volte, sembra più viva della giovane seconda moglie.

Rebecca, pubblicato nel 1938, ebbe un enorme successo di pubblico fin da subito.
Moltissime furono le trasposizioni per il teatro, la televisione e il cinema. Sicuramente il film del 1940 di Alfred Hitchcock con interpreti Joan Fontaine e Laurence Olivier rimane la migliore trasposizione del romanzo riuscendo a ricrearne perfettamente l’atmosfera.


Rebecca
Daphne Du Maurier
Il Saggiatore, 2015, p. 425, €. 16,15

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Photo: combinazionecasuale.blogspot.it

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