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Due chiacchere con Fioly Bocca

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Fioly Bocca è l’autrice di “Ovunque tu sarai” e “L’emozione di ogni passo“, che ho avuto il piacere di leggere per ZeBuk.
Entrambi i libri mi hanno lasciato qualcosa dentro, soprattutto il secondo, così, quando mi è stato proposto di intervistare l’autrice, non mi sono fatta sfuggire l’occasione…Oggi quindi facciamo due chiacchere con Fioly!

Leggendo il tuo romanzo mi è venuta una gran voglia di intraprendere il Cammino di Santiago, voglia che ogni tanto a dire il vero mi torna fuori. La domanda quindi nasce spontanea…tu l’hai fatto?
Ho fatto un pezzo del Cammino di Santiago a giugno dello scorso anno. Per problemi di tempo (avevo a disposizione una sola settimana) ho fatto soltanto l’ultima parte. So che per i puristi del Cammino è un pezzo troppo piccolo, però dire di averlo vissuto davvero. E probabilmente hanno ragione: in poco tempo è difficile andare oltre la prova fisica, il corpo comincia appena ad abituarsi a quel ritmo così diverso dal solito. Ma è comunque sufficiente per coglierne l’atmosfera, l’enorme carica spirituale ed emotiva. Spero di farlo ancora, magari tutto, più avanti.

Alma e Frida. Due donne che diventano amiche, legate da pene d’amore. Quanto c’è di te in Alma e in Frida? In quale ti rispecchi maggiormente?
C’è molto di me in entrambe, tutte e due hanno qualche cosa del mio modo di vedere il mondo, di approcciare i sentimenti. Si fanno le mie stesse domande, gli stessi interrogativi senza approdo sulla vita, il tempo, il valore di un incontro.
Mi somiglia maggiormente Alma: più scanzonata, più aperta verso il mondo, meno ferita. Come me è un po’ casinista, tiene quotidianamente un diario, ama le partenze. Come me sa quel che vuole ma inciampa nell’amore; e non ha nessuna voglia di rialzarsi da quella caduta.

Amicizia e amore. Grandi emozioni che sono i protagonisti dei tuoi libri. Quale delle due preferisci?
Proprio non saprei dire. L’amore è un sentimento esclusivo, faticoso, totalizzante. L’amicizia è più ragionevole, più docile. Sono due piante che hanno bisogno di molte cure e dedizione. Il primo è una stella alpina, per raggiungerla ci vuole impegno e non permette distrazioni, la seconda è più comprensiva, ti lascia libero, ma se non l’annaffi muore. Molti fanno l’errore di frequentare presunti amici nell’intervallo tra un innamoramento e l’altro, e poi scordarli; ma quella non è amicizia, è paura della solitudine.
Amore e amicizia sono complementari, in una vita equilibrata c’è spazio per entrambi, c’è bisogno di entrambi.

Leggendo il libro ho notato che è stato dato un grande peso al destino e alle sue mille strade. Cosa significa per te il destino?
Bella domanda. In realtà parlo così spesso di destino, di coincidenze successe e mancate, perché è uno dei miei interrogativi più grandi. Quanto preesista un disegno alle nostre esistenze, quanto siamo liberi di realizzare noi il percorso. L’idea che mi sono fatta somiglia alla mia esperienza del Cammino: puoi decidere la data della partenza, immaginare le tappe, le soste, i tempi di percorrenza. Poi c’è sempre un temporale, un incontro, un inciampo che cambia i programmi.
Il Cammino fa il Pellegrino, e non solo viceversa. Ma più si è in sintonia con i propri bisogni profondi, con i propri desideri, più i segni gialli sul percorso -le frecce e le conchiglie, simboli del Cammino di Santiago- ci rassicurano che siamo sulla nostra strada.

Dopo un romanzo d’esordio che già mi aveva colpito, un romanzo che è stata una conferma. Hai in serbo altri romanzi per noi? Progetti futuri?
Ora che ho preso gusto a scrivere per essere letta, e non solo per me, certamente ci riproverò ancora. Sto lavorando al progetto per un terzo romanzo, ma è ancora presto per poterne dire qualcosa. Incrociamo le dita e speriamo in bene, che trovi pure lui la sua strada.

La domanda di rito di ZeBuk: dimmi il tuo libro preferito, quello che avresti voluto scrivere e quello che hai al momento sul comodino.
Alla prima domanda non so proprio rispondere. Sono troppi i miei libri preferiti; posso citarne tre scrittori italiani contemporanei di cui attendo con ansia ogni uscita: Margaret Mazzantini, Erri De Luca, Alessandro Baricco. Un libro che vorrei aver scritto, uno tra mille: L’amore ai tempi del colera di Garcia Marquez. I libri sul comodino al momento sono due, anche se capita di rado che io legga più cose contemporaneamente: Cartoline dalla fossa di Emir Suljagic e Venuto al mondo di Margaret Mazzantini (è una rilettura).

Grazie mille a Fioly per la disponibilità e… manteniamo le dita incrociate!

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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