ZenBuk: L’arte dell’equilibrio, Wilhelm Schmid

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Arte di vivere significa rendersi la vita più semplice? O non piuttosto complicarsela? Ma a che scopo? Per poterla poi semplificare. È possibile evitare questo strazio? Sì, però si perde la pienezza della vita, che nasce dalla difficoltà e dalle sfide che la caratterizzano.

Torniamo a noi, cerchiamo di capire meglio come si può vivere in equilibrio, cercando di gustare appieno tutte le sfide della vita e le grandi esperienze che può metterci di fronte. Non sarà facile vivere ma possiamo farci aiutare da questi 100 esercizi su cui meditare, da cui lasciarsi guidare per osservare il mondo da un’altra prospettiva, che magari non avevamo mai immaginato prima…

Io la lancio a te, tu a me. […] Nel giro di un secondo bisogna capire con quale tipo di palla abbiamo a che fare. Non è così anche la vita? Non bisogna decidere continuamente per che cosa mettersi in gioco e cosa “lasciar perdere”? […] Tutti vogliono vincere. Ma alla fine qualcuno deve perdere. […] Chi perde ha il vantaggio di essersi esercitato nella delusione, a differenza del vincitore, a cui la vita prima o poi metterà lo sgambetto.

Una sorta di “manuale da meditazione”, da tenere sempre presente e da consultare spesso, per ricordarsi sempre che le piccole cose della vita possono essere importanti quanto quelle più grandi, che sapersi gustare il piacere di un buon caffè al mattino, di una sauna, anche il solo profumo dei tigli mentre si cammina in un viale, aiuta a trovare e mantenere quell’equilibrio che costantemente ricerchiamo, tra gli alti e i bassi, tra sofferenze che dobbiamo attraversare e felicità da raggiungere.

L’arte di vivere è arte dell’equilibrio tra paura e intrepidezza, tra inerzia e movimento, tra piacere e dolore, tra solitudine e socievolezza, tra pace e guerra, tra senso e insensatezza

Quali il parere e i consigli della nostra amica Roberta Michelotto? Eccoli!

“Arte di vivere” significa esserne consapevoli e orientare la vita in una direzione corrispondente a questa coscienza

In pratica l’autore di questo libro, noto filosofo tedesco, rivela l’importanza di riuscire a trovare il giusto equilibrio tra riflettere su se stessi e sul mondo che ci circonda e imparare a vivere la concretezza della vita nella sua quotidianità fatta di aspetti positivi e negativi, senza lasciare che tutto sfugga o si perda nell’oblio dell’inesorabile trascorrere del tempo.

Un equilibrio mai stabile pena l’immobilità del pensiero e la passività dell’esistenza.

Il senso dell’equilibrio è dato da esperienze di vita, in un alternarsi continuo di conoscenze e incontri sia piacevoli sia spiacevoli perché anche le difficoltà fanno parte integrante del nostro vivere e del nostro essere vivi.

Porsi delle domande è un voler capire, andare alla ricerca di significati nascosti o semplicemente essere attivi e protagonisti della propria esistenza, un po’ come fanno i bambini, sempre pronti a stupirsi ed entusiasmarsi per le piccole cose senza pregiudizi o pensieri artificiosi.

Consumare la noia significa trasformarla in riflessività

Pensare e riflettere per il piacere di farlo; per appropriarsi del privilegio di assaporare ogni momento per quello che è, senza per questo lasciarsi travolgere o perdere in elucubrazioni senza via d’uscita.

Imparare a soffermarsi sui piccoli piaceri soggettivi che la vita ci offre. Questo è quello che troverete tra le pagine di questo libro.

Una lettura piacevole e semplice. Un libro che può essere considerato come un balsamo per l’anima, una coccola per il cuore e una spinta alla riflessione.

L’arte dell’equilibrio
Wilhelm Schmid
Fazi, 2012, p. 166, €. 9,00

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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