ZenBuk: La donna che scriveva racconti, Lucia Berlin

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Un vecchio indiano, alto, con un paio di Levi’s sbiaditi e una bella cintura zuni. I lunghi capelli bianchi legati all’altezza del collo con un filo di tessuto rosso lampone. […] Lui stava seduto e ogni tanto beveva un sorso di Jim Beam, e mi guardava le mani. […] Un vecchio indiano che mi fissava le mani attraverso lo specchio sporco, tra il cartello ingiallito “stiratura 12 capi $ 1,50” e le preghiere della serenità in arancione fosforescente: “Dio concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare”.

Questa volta è stato difficile arrivare alla fine del libro. Molto difficile. Non perché sia scritto male, anzi: Lucia Berlin aveva una grande capacità, quella di farti sedere lì accanto a lei mentre ti raccontava le sue storie. Aveva la capacità di farti piangere insieme ai suoi protagonisti, ridere con loro, disperarti e cercare soluzioni insieme a loro.

Solo che quelle storie, quei micro racconti, cavolo, ti mettono davanti Fatti pesanti. Droga, alcolismo, sbandamenti, confusione mentale, violenza. Ambienti degradati e uomini e donne abbandonati a sé. Ma anche Amore, Passione, Vita con la V maiuscola. Un mondo che è quello in cui tutti viviamo, letto dai margini, dagli angoli bui in cui tutti possiamo cadere, a volte.

La vita di Lucia Berlin è stata di per sé un grande e ricco romanzo: è stata insegnante, centralinista, apprendista infermiera, donna delle pulizie. Ha avuto matrimoni sfortunati, grossi problemi di salute dovuti alla scoliosi, è stata povera, molto, ha avuto 4 figli e li ha cresciuti da sola, per gran parte della vita. E in ogni suo racconto, ognuno dei 43 di questa raccolta, ha messo vita reale, attingendo alle sue tante esperienze e mescolando realtà e finzione in modo più che sapiente. Ognuno dei suoi personaggi è vero, vivo, presente mentre si legge di quel piccolo episodio della sua vita.

Amo le case, le cose che mi raccontano, e questo è uno dei motivi per cui non mi dispiace fare la donna delle pulizie. È proprio come leggere un libro… Perlopiù pulisco case vuote, ma anche le case vuote hanno le loro storie, i loro indizi. Una lettera d’amore nascosta in fondo a un armadio, bottiglie vuote di whisky dietro l’asciugatrice, liste della spesa: “Per piacere compra una scatola di Tilde, un pacco di linguine e una confezione da sei di Coors. Scusami per quello che ti ho detto ieri sera”

La vita quotidiana, insomma. Più o meno difficile. Più o meno complicata. Più o meno faticosa. Sicuramente quella di Lucia Berlin è stata difficile, complicata e faticosa. Ma a quanto pare è riuscita a viverla, comunque, con una forza d’animo ed un coraggio incredibili. Questo, mi ha donato il suo lungo racconto, fatto di piccole storie: la voglia di ritrovare un nuovo coraggio, di rinnovare ogni giorno la forza che ci vuole per andare avanti sulla propria strada, anche quando le cose non vanno per il verso giusto, anche quando tutto sembra così difficile e non si riesce a immaginare come fare per alzarsi in piedi.

Lucia Berlin ce l’ha fatta, posso farcela anch’io!

Storie di vinti. Che ci fanno guardare negli occhi le cose più brutte della vita. Che ci fanno vivere come loro per quei pochi minuti che dura la lettura. E fissano, per sempre dentro di noi, una vocina che da un angolo della coscienza (quello buio, quello più triste ma anche quello più coraggioso) ci dice, con tono fermo: nonostante tutto ce l’hanno fatta, puoi farcela anche tu!

La solitudine è un concetto anglosassone. A Città del Messico, se una persona sale su un autobus e tu sei l’unico passeggero, non solo viene a sedersi vicino a te, ma ti appoggia anche la testa sulla spalla

Non sto a scrivere dello stile, di Lucia Berlin, della sua grande capacità di narratrice: l’hanno riconosciuta in tanti, troppo tardi, dato che se n’è andata nel 2004 e non ha mai avuto il successo che meritava.

Aspetto il prossimo post di ZenBuk, in cui la nostra amica psicologa, Roberta Michelotto, ci racconterà di più di questo libro: il suo parere professionale. Nel frattempo potreste leggere il libro, e magari pensare a qualche domanda da fare a Roberta, che ne dite?

A presto con ZenBuk!

La donna che scriveva racconti
Lucia Berlin
Bollati Boringhieri (collana Varianti), 2016, pag. 460, € 15,73
ISBN: 978-8833926858

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle.
Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

2 COMMENTS

    • Sarà una bella lettura, Nicoletta! L’unica cosa che ti consiglio è di tenerlo sul comodino e di leggerlo a piccole dosi, un racconto alla volta. Credo sia il modo migliore per assaporarlo 🙂

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