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Conosciamo Andrea Fedeli

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Oggi su ZeBuk incontriamo Andrea Fedeli, autore di “Il diavolo in testa“.

Benvenuto su Zebuk, ci racconti qualcosa di te? Chi è Andrea Fedeli?
Sono un compositore musicale, ho 35 anni e abito in un bellissimo paesino attraversato dal fiume Adda. Il mio lavoro consiste nel creare colonne sonore per trasmissioni televisive, nella fattispecie Overland, il noto documentario di viaggio e avventura trasmesso da Raiuno. Mi piace molto scrivere ma potendo dedicarvi solo poco tempo, rimane per me, purtroppo, solamente un bellissimo hobby.

Da comporre musica a comporre storie… cosa ti ha spinto a passare dalle note alle parole?
Il passaggio, per la verità, è molto breve. Componendo musica mi trovo quotidianamente a dover immaginare le situazioni più disparate: dalle pianure sconfinate, alla foratura di un pneumatico. E tutto questo deve essere descritto con la musica adeguata. Ecco quindi che l’idea di descrivere a parole, anziché con le note, non è poi molto distante. In fondo si tratta nuovamente di immaginare e descrivere situazioni. Certamente lo sviluppo è differente ma l’approccio e la dinamica credo siano le stesse.

Quanto di autobiografico c’è nel tuo romanzo?

Di autobiografico in senso stretto direi poco. Però, per poter realizzare questa storia, ho osservato molto il mondo degli adolescenti di oggi, sforzandomi di “cercar di vedere con i loro occhi”.
Gli adolescenti sono dei gran rompiscatole!
Questo è entrato ormai nell’accezione comune.
E in parte è vero.
L’adolescenza è un periodo davvero molto delicato della vita.
Il passaggio dall’età bambina a quella adulta significa perdere i riferimenti del mondo e doverne cercare di nuovi.
Questa fase è molto violenta ed ognuno reagisce secondo la propria soggettività: c’è chi si chiude in sé stesso, chi affronta il mondo educatamente, quasi a non voler disturbare, e c’è chi (la maggior parte solitamente) indossa una maschera di spavalderia e sicurezza, interpretando un copione grottesco che il più delle volte suscita compassione.
Luca e Mattia, i protagonisti del mio romanzo, sono proprio due adolescenti dei giorni nostri che vestono con le scarpe da skater slacciate e il cappellino da rapper.
Nel loro paesino di provincia le compagnie sono davvero poche e volente o nolente ci si capita sempre in mezzo, adattandosi alle mode dettate dal gruppo, come fumare marijuana o provare altre droghe.
La morale giungerebbe immediata!
Eppure fermiamoci solo un momento e andiamo un po’ più a fondo…
Come dicevo, il distaccarsi dal mondo è una fase intrinseca dell’adolescenza, e spesso noi stessi contribuiamo a far sì che questo distacco sia più massiccio, accusando, giudicando e
colpevolizzando.
Un episodio in particolare, avvenuto anni fa ad una festa di paese, mi ha fatto ragionare proprio su questo, quando ho visto allontanare in malo modo, da un gruppetto di “gente adulta”, alcuni ragazzini che seduti nel loro angolo non stavano facendo assolutamente nulla di male.
Forse è da qui che è nata l’esigenza di scrivere qualcosa che dia loro voce.
“Il Diavolo in Testa” parla delle esperienze di ragazzi normali; forse proprio di quelli che ci vivono accanto.
Parla di chi tralascia affetti ed amicizie per inseguire la filosofia della marijuana.
Parla di un amore timido che nasce tra due adolescenti impacciati.
“Perchè il Diavolo?” vi starete chiedendo.
No. Non è un modo come un altro per giudicare!
Non l’ho fatto e non ho intenzione di farlo.
“Il Diavolo” non è riferito alla marijuana ma l’ho scelto come allegoria per raffigurare la distruzione del rapporto di amicizia tra i protagonisti, la perdita dei valori e degli affetti.

Che progetti hai per il futuro? C’è un altro libro in cantiere?
I primi progetti per il futuro sono soprattutto musicali: sto investendo moltissime energie per poter ampliare sempre più le mie competenze.
Scrivere è per me una bellissima passione; adoro farlo quando la casa è in assoluto silenzio, meglio ancora se il gatto sonnecchia o mi gira tra le gambe.
Ma ahimè, … o per fortuna! la mia attività musicale di tempo ne assorbe davvero molto e a malincuore devo spesso rinunciare.
Libri in cantiere?
Come già detto la mia attività è legata alla musica, mi concedo il grande privilegio di scrivere solamente quando ne sento l’esigenza.
In verità, ma lo confesso solo a voi, nella mia testa c’è oramai da alcuni mesi una storia che piano piano prende forma.
Chissà!?

La domanda di rito di ZeBuk: dimmi il tuo libro preferito e quello che hai al momento sul comodino.
Non ho dubbi: “Dracula” di Bram Stoker.
Si: sono un classicone!
Ho scoperto questo romanzo solamente alcuni anni fa ma ne sono rimasto colpito dal sapiente coinvolgimento narrativo e da una storia articolata con saggezza ed originalità.
Un libro che mi ha veramente messo paura!
Mi piace leggere qualsiasi cosa, dalla narrativa alla saggistica.
Ultimamente sto leggendo un libro sull’arte dei Parchi Divertimento.
Se però vogliamo riferirci strettamente alla narrativa, giusto per non smentirmi come classicone, sto leggendo “Le Avventure d Hucklberry Finn” di Mark Twain.

Grazie ancora ad Andrea per la disponibilità.

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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