Intervista ad Enzo Messina, Il Cortile

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Dopo qualche mese eccomi di nuovo con un amico, Enzo Messina, autore de Il Cortile, che ho letto e recensito per voi.

Bentrovato Enzo, come promesso a novembre eccoci dopo l’uscita de “Il Cortile”. Racconta ai nostri lettori cosa è successo da quando ci siamo sentiti ad ora?
Ciao, grazie a voi per l’invito. Sono successe molte cose da quando ci siamo visti l’ultima volta, tanto lavoro, tanti progetti musicali e un libro nuovo.

Diario alcolico era un po’ autobiografico mentre Il Cortile è un noir, due generi molto diversi. Cosa ti ha spinto a scrivere quest’ultimo libro?
Scrivere “Diario Alcolico” è stata un’esperienza complessa, ma a tratti molto divertente, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto narrativo. Ho scoperto che mi piace raccontare storie, così ho deciso di abbandonare le mie reali vicende di vita per lasciare spazio alla fantasia. “Il Cortile” è nato da un dialogo che avevo in mente, immaginavo questi due tizi discutere in macchina una sera d’estate a Milano, da lì sono partito e mi sono lasciato andare. Il fatto che il taglio sia una sorta di noir grottesco è dato dalle mie origini. Sono cresciuto esattamente nel cortile di cui si parla nel racconto e le persone che mi circondavano somigliano molto ai personaggi che sono nella storia. Diciamo che questi criminali si possono vedere come degli amici immaginari che fanno cose che i miei reali compagni di cortile avrebbero potuto fare, chiaramente nella vita vera qualcuno ha combinato anche di peggio, ma questo è un altro discorso.

Qual è il tuo personaggio preferito nel romanzo e perché?
Non ho un personaggio preferito, mi intrigano tutti. Chiaramente Dante Tony e Dolfo sono fondamentali, ma mi sento particolarmente felice per le donne, mi soddisfa la profondità del loro coinvolgimento in una storia prettamente maschile e violenta.

Invece a quale ti sei legato meno?
Anche qui non ho una risposta, sono legato a tutti i personaggi che ho creato, sono stati con me per mesi mentre scrivevo e rileggevo. È davvero un processo molto profondo quello della costruzione di una personalità inesistente, in realtà finisce per crearsi da sola e diventare praticamente reale, una volta finito il lavoro se ne va in giro. È così che mi piace immaginare Dante e Lin per esempio, mi piace pensarli in giro per le case di chi sta leggendo Il Cortile.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Per ora devo finire la produzione di vari progetti musicali, uno di questi è il secondo capitolo di MessinaMoretto con il mio amico Daniele. Poi c’è il tour alle porte con un altro grande amico che mi porterà con lui in giro per l’Italia, approfitterò per scrivere qualcosa di nuovo, magari un seguito del Il Cortile. In realtà mi è stato chiesto di scrivere una storia che riguarda un musicista incasinato, non ho mai scritto su ordinazione ma l’argomento lo conosco molto bene ahah!!

Domanda d’obbligo per noi di Zebuk, quale libri hai sul comodino?
Sto leggendo “On Writing” di King e devo finire “Il ciclo delle fondazioni” di Asimov.

 

Grazie del tuo tempo e al prossimo libro.

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Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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