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Norwegian Wood. Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna, Lars Mytting

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È come una terapia. Del resto, non è per nulla complicato. Più che altro è ripetitivo, ma non annoia. Nella vita quotidiana ci sono fin troppi intralci che ci rovinano la giornata. […] Ma quando spacco ciocchi non rimugino proprio su niente. Non sono mai tanto spensierato come quando lavoro con la legna.

L’avevo capito che fosse un manuale per taglialegna, sì, ma forse mi aspettavo fosse una specie di trovata pubblicitaria per parlar (solo) di altro.
Invece, quello che mi sono trovata a leggere – con uno stupore bambino, che non si capacitava del fatto che continuassi a leggere in modo così impegnato – era davvero un manuale sul metodo scandinavo per scegliere, tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna! Davvero! Con le giuste pretese e un linguaggio non troppo tecnico, scritto proprio per arrivare meglio a chi di legna non sa altro che il minimo consentito.

Un caso editoriale internazionale quanto meno insolito e stravagante.

Ma la cosa meravigliosa è che questo manuale (che lo ammetto, mi aveva colpita tantissimo già dalla copertina perché attualmente sono nel trip per le scritte e i caratteri grafici!) insegna, senza fartene rendere conto, qualcosa di più: l’hygge. Quello che avevamo già letto qui. Quel piacere di cose semplici, faticose anche ma fatte col cuore e con la passione. E anche un po’ di filosofia. E di spiritualità.

L’arte dello scaldarsi con la legna è un piacere che noi mediterranei conosciamo (e fino ad un certo punto) solo nelle parti più fredde del territorio (dalle mie parti per esempio basta salire in Garfagnana per ammirare bellissime e scenografiche cataste di legna, sistemate in modo artistico e pronte per riscaldare inverni che a volte sorprendono per il freddo che sanno donare): nei paesi scandinavi invece, è un pensiero quotidiano; lì si arriva a temperature talmente al di sotto dello zero che la legna fa davvero la differenza e in certi casi a nulla valgono l’elettricità, i gas e gli altri metodi:

Non si poteva fare altro. Bisognava raccogliere legna per un inverno intero, e aggiungerne dell’altra, in caso di imprevisti. Era così. Bisognava averne una scorta sufficiente altrimenti la famiglia pativa il freddo, o nella peggiore delle ipotesi moriva assiderata. Io credo che queste cose abbiano lasciato il segno su noi norvegesi.

E così succede che un bel giorno, grazie all’osservazione del lavoro quotidiano del vicino di casa, il nostro giornalista, appena trasferitosi ad Elverum, si rende conto del piacere che si può trarre dal preparare la legna per l’inverno:

Certo, la vecchiaia e la malattia c’erano sempre, ma lui le teneva in scacco con un vigore tutto nuovo. […] Mi rifiuto di credere che a tonificarlo fossero soltanto l’esercizio fisico e l’arrivo della stagione calda. Era la legna. L’aveva sempre tagliata da sé. Ora aveva riposto definitivamente la motosega, eppure amava ancora soppesare ogni ciocco e godersi quel profumo che lo proiettava dentro a una poesia, adorava la sicurezza delle cataste e le ore che avrebbe passato davanti alla stufa non appena fosse tornato il freddo.

Insolito che io proprio io mi sia appassionata tanto ad un manuale tecnico. Forse grazie al fatto che il testo è accompagnato da bellissime immagini, forse alle poesie e alle citazioni filosofiche che si alternano al racconto delle tecniche di taglio degli alberi, forse al fatto che si tratta di un modo diverso – e piacevole – per conoscere culture diverse dalla nostra.
Non è finita qui: leggere un libro di questo genere regala un’emozione in più. Quale? Si può addirittura scegliere: scoprire che anche le civiltà più evolute hanno legami intimi con il loro più profondo lato primitivo. Capire perché l’osservare il fuoco che brucia nel camino ci dà quella sensazione di sicurezza e serenità. Meravigliarsi del fatto che la poesia della vita può nascondersi anche dove meno te l’aspetti. E credo ci siano ancora molte altre emozioni da risvegliare, basta provare a leggere con animo aperto.

Per un istante entriamo in contatto con le necessità elementari della vita e abbiamo un assaggio di come si sentivano gli uomini delle caverne.

I dintorni del tempo che abbiamo esplorato in questo mese mi hanno fatto davvero un bel dono, sì: la scoperta e la conferma di una verità meravigliosa:

Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere
(Daniel Pennac)

p.s.: parliamo di serendipità. Questo Norwegian wood mi ha fatto scoprire gli altri Norwegian Wood(s): quello di Haruki Murakami (che presto leggerò) e quello dei Beatles, che dopo averlo ascoltato mi pare un buon sottofondo per la lettura… 😉

 

Norwegian Wood. Il metodo scandinavo per tagliare, accatastare e scaldarsi con la legna
Lars Mytting
UTET, 2016, p. 246, €. 22,00

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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