ZenBuk : 3 domande su La donna che scriveva racconti, Lucia Berlin

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Mentre le passavamo davanti, in fila per due, suor Mercedes mi toccò la gobba e sussurrò: «Cara bambina, tu hai una croce da portare». Come poteva sapere che in quel periodo ero diventata una fanatica religiosa, che quelle sue parole mi avrebbero solo convinta dell’esistenza di una predestinazione che mi legava al Nostro Salvatore?

Vi avevamo promesso una seconda parte per lo ZenBuk di marzo: ne valeva la pena perché c’era molto su cui riflettere e non potevamo riassumerlo nella lunghezza di un solo post.

Eccovi dunque le tre domande che abbiamo fatto a Roberta Michelotto, la nostra Amica Psicologa, che ogni mese, passo dopo passo, ci aiuta a far tesoro delle nostre letture e a trovarci i messaggi positivi utili per migliorare noi stessi e la nostra vita!

La vita di Lucia Berlin è stata un grande romanzo: in certi periodi della sua vita ha avuto a che fare coi peggiori aspetti del degrado, con l’alcolismo, la droga, la violenza. Cosa le ha dato secondo te la forza di continuare a vivere e a crescere, nonostante tutto?

Il fatto di credere in se stessa e nella speranza che un futuro migliore sia sempre possibile. Racconta storie di vita vissute in una trasformazione continua “non necessariamente autobiografiche ma comunque vere”.
I suoi personaggi hanno carattere ma soprattutto dignità. Dignità di una donna che non molla ma che affronta tutte le situazioni a testa alta. Credo sia questa la forza che ha caratterizzato questa donna: vivere pienamente la vita, dare un senso a tutte le cose, persone comprese.

Abbiamo già parlato di resilienza, nei nostri appuntamenti con ZenBuk: cosa possiamo dire ancora su questa capacità fondamentale? Come fare per imparare a essere sempre più resilienti?

Non darsi per vinti di fronte alle difficoltà. C’è sempre un’altro modo per gestire una situazione difficile, ma se si rinuncia a priori, è come rinunciare a vivere.

La maggior parte dei racconti di questa raccolta sono storie di vinti, di persone che non hanno certo avuto successi clamorosi. Cosa possiamo imparare da questi “vinti”, che però sono andati avanti, nonostante fosse così difficile farlo?

Dopo ogni caduta ci si può sempre rialzare. Sta a ognuno di noi scegliere se farlo o meno. La forza di una persona non si deve basare sui successi ottenuti ma sulla sua determinazione e caparbietà nell’andare avanti con le migliori intenzioni possibili. Questo secondo me vuol dire vivere appieno la vita, non fuggire dagli eventi ma affrontarli. Solo così si potranno avere tante storie da raccontare e rendersi conto alla fine che comunque sia andata ne è valsa la pena.

Al prossimo mese, con una nuova, nuovissima lettura, e con la strada da percorrere: ZenBuk!

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle.
Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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