Heidi, Johanna Spyri

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Il vento della notte aveva spazzato via le ultime nuvole; il cielo era azzurro e i fiori gialli aprivano le loro corolle occhieggiando lietamente. Heidi saltellava e mandava piccoli gridi di felicità; perché qui c’era un gruppo di margheritine, là una macchia azzurra di genziane, e dovunque, sotto il sole, sorridevano e ondeggiavano i cisti d’oro. Heidi era così incantata dinanzi a quello splendore di fiori, che dimenticò completamente le capre e perfino Peter.Correva avanti e poi da un lato e dall’altro, perché qui brillava del rosso, là del giallo che l’attirava particolarmente. Man mano raccoglieva fiori a mazzi e li metteva nel grembiule, perché voleva portarli tutti a casa e disporli tra il fieno nella sua stanza, in modo da creare lo stesso effetto che facevano sul prato.

Heidi ha cinque anni quando sua zia Dete, che non può più occuparsi di lei, la porta a vivere dal vecchio dell’Alpe.
Il nonno di Heidi è un tipo solitario e all’apparenza burbero ma la piccola saprà far breccia diventando da subito la beniamina della baita.
La vita per Heidi nella baita è stupenda: dorme su un profumato letto di fieno, corre al pascolo tutte le mattine insieme al suo amico Peter e alle capre.
Zia Dete non crede che quella vita vada bene per una bambina e trova ad Heidi una sistemazione a Francoforte presso una ricca famiglia: Heidi sarà l’amica di Klara, figlia paralizzata dei Sesemann.
La vita in città sarà un duro colpo per Heidi a cui i pascoli e gli spazi aperti mancano terribilmente.
La bambina però grazie al suo carattere si farà tanti amici trasformando le vite di tutti quelli che la conoscono e riuscendo a portare il sole anche nella grigia città.

Heidi di Johanna Spyri, pubblicato nel 1880, è un libro che è diventato un classico della letteratura.
Il personaggio di Heidi è conosciutissimo e molto amato da grandi e bambini.
Il libro è ben scritto e alterna momenti molto divertenti ad altri più emotivi.
Il personaggio di Heidi fa una grande tenerezza soprattutto quando, a Francoforte, è dilaniato dalla nostalgia per i monti. Quei monti dove gli alberi sussurrano nel vento, dove i prati sono pieni di fiori colorati e in inverno la neve scende copiosa.

Moltissime sono state le trasposizioni televisive e cinematografiche ma, almeno in Italia, la Heidi che tutti ricordano è quella del cartone animato del 1974.
L’anime nipponico è un precursore del World Masterpiece Theater, progetto che inizierà nel 1975.
Heidi fu diretto da Isao Takahata e disegnato da Hayao Miyazaki.
La sigla della versione italiana, cantata da Elisabetta Viviani con testo di Franzo Migliacci, raggiunse il milione di copie.

Heidi
Johanna Spyri
Giunti Junior, 2011, p. 256, €. 8,50

Per acquistare:

Photo : illibraio.it

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