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A sangue freddo, Truman Capote

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Il villaggio di Holcomb si trova sulle alte pianure di grano del Kansas occidentale, una zona desolata che nel resto dello stato viene definita “laggiù”. Un centinaio di chilometri a est del confine del Colorado, il paesaggio, con i suoi duri cieli azzurri e l’aria limpida e secca, ha un’atmosfera più da Far West che da Middle West. L’accento locale ha pungenti risonanze di prateria, una nasalità da bovari, e gli uomini, molti di loro, portano stretti pantaloni da cowboy, cappello a larghe tese e stivali con tacchi alti e punte aguzze. Il terreno è piatto e gli orizzonti paurosamente estesi; cavalli, mandrie di bestiame, un gruppo di solos bianchi che si elevano aggraziati come templi greci, sono visibili parecchio prima che il viaggiatore li raggiunga.

Nel 1959, in Kansas, due uomini uccidono, in piena notte, un agricoltore, sua moglie e due dei quattro figli.
I colpevoli vengono catturati un paio di mesi dopo.
Truman Capote legge di questa vicenda su un giornale e decide di andare sul posto, insieme alla sua grande amica Harper Lee, per fare un reportage.
A sangue freddo è il primo romanzo-reportage della letteratura americana.
Capote innesca un meccanismo perfetto che lega sapientemente il romanzo e il reportage giornalistico.
In uno stile distaccato, dove lo scrittore non affronta riflessioni personali ma si limita a scrivere di ciò che è accaduto, il lettore si immerge in un’ opera talmente perfetta per forma e contenuti da essere giustamente definita capolavoro.

A sangue freddo, In cold blood, uscì a puntate nel 1965 sul New Yorker e come romanzo vide la luce nel 1966 grazie a Random House.
Il romanzo fu accompagnato da numerose polemiche: lo stile distaccato dell’autore e il rapporto che aveva instaurato coi due colpevoli dell’omicidio con cui ebbe numerosi incontri durante la stesura del romanzo.
Capote impiegò sei anni a finire il romanzo e dopo quest’opera non portò a termine più nessun libro.

Leggere A sangue freddo è indimenticabile.
Capote riesce a tenere il lettore incollato alle pagine in un libro dove si sa già tutto: chi sono le vittime e chi gli assassini.
L’unica cosa a cui non si riesce a dare risposta è il perché di quelle azioni, perché una famiglia felice venga uccisa senza un vero movente, appunto a sangue freddo, senza nessun rimorso da parte dei colpevoli.
Perché dunque leggere un romanzo del genere?
Perché Capote fa la storia della letteratura con quest’opera e perché la sua scrittura è talmente raffinata e la narrazione così perfetta da renderlo uno di quei libri Must Have.

Nel 2005 il regista Bennett Miller porta sul grande schermo A sangue freddo con Philip Seymmour Hoffman che per questo ruolo vinse l’oscar come miglior attore nel 2006.
Buona lettura.

 

 

A sangue freddo
Truman Capote
Garzanti, 2005, p. 391, €. 20,00

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Photo : perugiaonline.net

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