Andrea Camilleri

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Tra siciliani, un vero amico non deve chiedere all’altro una qualche cosa, perché non c’è bisogno, in quanto sarà preceduto dall’offerta dell’amico, che ha intuito la domanda che sarebbe arrivata.

La vita

Andrea Camilleri nasce il 6 settembre del 1925 a Porto Empedocle, figlio unico di Carmelina Fragapane e di Giuseppe Camilleri, ispettore delle compagnie portuali che partecipò alla marcia su Roma.
È sposato, ha tre figlie, quattro nipoti e una bisnipote.
La mattina, appena alzato, gli piace “tambiasare” per una “mezzorata” circa, facendo tutte quelle cose inutili come raddrizzare un quadro, scorgere la copertina di un libro, etc.
Dal 1939 al 1943, dopo una breve esperienza in collegio vescovile (fu espulso perché lanciò delle uova contro un crocifisso), studia al liceo classico Empedocle di Agrigento dove nel 1943 otterrà la maturità senza fare esami, poiché, a causa dei bombardamenti e in previsione dell’imminente sbarco in Sicilia delle forze alleate, le autorità scolastiche decisero di chiudere le scuole e di considerare valido il secondo scrutinio trimestrale. A giugno dello stesso anno inizia, come ricorda lo scrittore, «una sorta di mezzo periplo della Sicilia a piedi o su camion tedeschi e italiani sotto un continuo mitragliamento per cui bisognava gettarsi a terra, sporcarsi di polvere, di sangue, di paure.
In questo periodo in compagnia di alcuni amici d’infanzia, ha assistito ad un episodio che lo ha colpito profondamente. Un  soldato americano che aveva i gradi nascosti da fiori alla vista di una tomba tedesca, con un gesto inconsulto, con molta rabbia e odio, spezzò la croce che era stata posta lì con un gesto caritatevole. Quel soldato, si scoprì più tardi, era il generale Patton, militare di alto ingegno e coraggio ma definito dai suoi stessi sottoposti (di chiara origine siciliana) “un uomo fituso“.Vive a Roma dalla fine degli anni quaranta e dal 1968 trascorre alcuni mesi l’anno a Bagnolo, frazione di Santa Fiora nel territorio del Monte Amiata in Toscana. Dal 26 settembre 2014 è cittadino onorario del Comune di Santa Fiora, da lui descritto come suo “luogo del cuore”.

Carriera

“Le mie opere sono uova fresche di giornata e i miei cassetti sono pieni di cose che riguardano i miei nipoti. Dirò di più. Mi disfo di tutto quanto ha a che fare con un libro non appena l’ho pubblicato. Distruggo le prove del reato, insomma. (dall’intervista a Camilleri a cura di Andrea Casazza, Il Secolo XIX, 16 ottobre 2002).”

Regista, autore teatrale e televisivo, ha scritto saggi sullo spettacolo.
Negli anni dl 1945 al 1950 ha pubblicato racconti e poesie, vincendo anche il Premio St Vincent.
Ha insegnato Istituzioni di Regia all’Accademia d’Arte Drammatica
Sin dal 1949 Camilleri lavora alla Rai come delegato alla produzione, regista e sceneggiatore; in queste vesti ha legato il suo nome ad alcune fra le più note produzioni poliziesche della TV italiana, come i telefilm del Tenente Sheridan e del Commissario Maigret, e a diverse messe in scena di opere teatrali, con un occhio di riguardo a Pirandello.
Col passare degli anni ha affiancato a questa attività quella di scrittore; è autore di importanti saggi “romanzati” di ambientazione siciliana nati dai suoi studi sulla storia dell’Isola.
La scrittura prende finalmente il sopravvento al momento dell’abbandono del lavoro come regista/sceneggiatore per sopraggiunti limiti di età (mai pensione fu più opportuna!).

Nel 1978, dopo una decina d’anni di inutili ricerche di una casa editrice disposta a dargli credito, esordisce nella narrativa con Il corso delle cose (Lalli), pubblicato gratis da un editore “a pagamento” con l’impegno di citare l’editore stesso nei titoli dello sceneggiato TV tratto dal libro, La mano sugli occhi; il libro però non viene notato praticamente da nessuno.

Nel 1980 esce da Garzanti Un filo di fumo (riedito poi, come il primo, da Sellerio), primo di una serie di romanzi ambientati nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigàta a cavallo fra la fine dell”800 e l’inizio del ‘900.

Ma è nel 1992, con l’apparizione (sempre da Sellerio, che pubblica la gran parte delle sue opere) de La stagione della caccia, che Camilleri diventa un autore di grande successo: i suoi libri, ristampati più volte, vendono ora mediamente intorno alle 60.000 copie.

Oltre alle opere ambientate nella Vigàta di un tempo, dal Birraio di Preston (1995) – il libro ai suoi tempi più venduto con quasi 70.000 copie – a La concessione del telefono (1999), ci sono i gialli della Vigàta odierna del Commissario Montalbano, con l’invenzione del quale arriva il grande successo (dal 1999 anche televisivo).
Montalbano è il protagonista di romanzi (il primo è La forma dell’acqua, del 1994) e racconti che non abbandonano mai le ambientazioni e le atmosfere siciliane e che non presentano alcuna concessione a motivazioni commerciali o a uno stile di più facile lettura. Da anni ormai le indagini del sarcastico Commissario, nonché le atmosfere e il divertente e azzeccato linguaggio italo-siculo dei romanzi e dei personaggi di Camilleri, affascinano migliaia di lettori.

Nei suoi romanzi l’intreccio poliziesco è fondamentale, ma è anche il pretesto per la creazione dei personaggi. L’aspetto e il carattere di questi è una parte del lavoro di creazione che Camilleri cura particolarmente. I protagonisti delle sue storie sono spesso infatti molto divertenti ed ironici; ma anche molto malinconici, e questo vale in  misura maggiore per il Commissario Montalbano.

 

Bibliografia

La bibliografia di Andrea Camilleri è vasta. Per quella completa vi invitiamo a consultare la pagina di Wikipedia, sempre aggiornata.
Noi vi elenchiamo le opere che abbiamo letto e di cui vi abbiamo parlato in questi anni.

Serie tv

Dal 1999 la Rai ha iniziato a trasmettere la serie televisiva “Il commissario Montalbano,”.
Tratta dai romanzi di Andrea Camilleri, racconta le vicende di Salvo Montalbano (interpretato da Luca Zingaretti), commissario di polizia nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata, in ogni episodio alle prese con crimini di mafia, omicidi e rapimenti, e i più svariati casi di malaffare della località ragusana. Attualmente è la serie più seguita del panorama televisivo italiano.

Ogni episodio è girato come un film TV a sé stante legato agli altri da una labile trama orizzontale. Ad oggi sono stati girati 30 episodi suddivisi su 11 stagioni.

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quarantaduenne, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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