Mi innamoravo di tutto, storia di un dissidente, Stefano Zorba

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“E a un dio. A un dio. A un dio. A un dio senza fiato non credere mai. Chitarra elettrica: assolo. Fade out. “Ora aspettami fuori dal sogno. Ci vedremo davvero. Io ricomincio da capo”:  Fabrizio De André, Canzone del padre.”

Il romanzo segue le strofe dalla canzone di Fabrizio De André Coda di Lupo, che parla del Movimento politico nato in Italia nel 1977 che combatteva contro lo Stato.

Coda di Lupo è anche il nome del protagonista che racconta la sua vita.

Il romanzo è ambientato in un ipotetico periodo che va dagli anni ’90 al 2030.

Coda di Lupo durante un interrogatorio da parte degli agenti segreti racconta delle manifestazioni studentesche, degli assedi dei cantieri NO TAV in Val di Susa fino ad arrivare al G8 di Genova.

Coda di Lupo si mette a nudo. Un uomo che ha sempre lottato contro il sistema, con la disillusione, la rabbia e l’ingiustizia della vita quotidiana.

Un romanzo molto forte di denuncia, in quanto Coda di Lupo deve parlare, deve denunciare, viene maltrattato, non beve, non mangia non dorme… e alla fine chissà se parlerà?

Il vero protagonista di questo libro in realtà è lo Stato che pensa al suo tornaconto, in quanto la giustizia non esiste.

Non è stato facile leggerlo, perché non è semplice affrontare certi argomenti, ci vuole comunque una certa preparazione.

Buona lettura!

Mi innamoravo di tutto, storia di un dissidente
Stefano Zorba
Edizioni AlterNative, 2016 , p. 130, € 10,00

Puoi acquistarlo qui:

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Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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