Bestiario diplomatico, Valerio Parmigiani

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Un’ex collega mi confidò una volta di non capire perché ci pagassero, ma era bene che continuassero a farlo, almeno fino all’avvenuta estinzione del mutuo. Triste pensarlo, ma altrettanto difficile dissentire.

Perché no?, dico, perché non vivere per qualche pagina le avventure (reali, anche se magari un pochino romanzate) di un diplomatico in carne e ossa? Per sdrammatizzare questa categoria che credo tutti consideriamo spesso ‘alta’ e inarrivabile, la cosa migliore è – come diceva qualcuno riguardo alla difficoltà di parlare in pubblico – immaginarli senza veli, nudi, spogliati dalla loro veste quotidiana.

E proprio questo è quello che racconta Valerio Parmigiani in questo libro. Un tomo di diverse pagine, sì. Che fanno un po’ paura a chi si avvicina. Ma poi, mentre si legge, ci si può considerare liberi di saltare avanti e indietro, di curiosare alla tal festa data per la partenza di un certo console per poi trovarsi al banchetto in onore del presidente dell’Uganda, passando per vicende tra le più disparate e al limite del tragicomico.
Una curiosa raccolta di occasioni mondane e incresciose, raccontate con un linguaggio leggero e pieno di ironia. Che probabilmente dovrebbe essere una delle caratteristiche fondamentali per chi sceglie di fare un lavoro come quello del diplomatico, che ti porta a contatto con persone, paesi, usi e costumi talmente variegati che il modo migliore per affrontarli mi pare proprio quello dell’ironia e del prendersi – a volte e sempre rispettosamente – in giro.

Cipro è un disturbo mentale. Sì mirabilmente, in un giorno di particolare ispirazione in seguito mai più raggiunta, un nostro amico sintetizzò lo spleen che ti assale poco alla volta a forza di vivere su un’isola più piccola della Basilicata e costruita a misura di autoctoni e turisti.

E poi, perché non leggere Bestiario diplomatico come una specie di guida per turisti alternativi, che vogliono capire meglio luoghi e persone? Tra le sue pagine si trovano paesaggi e vicoli, usanze divertenti e piacevoli, cose da evitare come la peste durante la visita ai luoghi raccontati. E a me tanto piace questo modo di vederlo, tanto che lo prenderò in considerazione come guida per progettare il prossimo viaggio, proprio a Cipro. Ne riparleremo, certo. Intanto buona lettura a voi!

Bestiario diplomatico
Valerio Parmigiani
Effepi Libri, 2015, pag. 575, € 23,75
ISBN: 9788860020338

 

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle.
Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

3 COMMENTS

  1. Grazie per la bella recensione! Concordo soprattutto sul fatto che l’ironia “dovrebbe essere una delle caratteristiche fondamentali per chi sceglie di fare un lavoro come quello del diplomatico”. Dovrebbe, appunto. Quanto all’ “anche se magari un pochino romanzate” riferito alle avventure narrate, invece, rimando a quanto ho scritto a pag. 19: “ogni singolo episodio è rigorosamente vero fin nei dettagli, come dovrebbe provare la pura e semplice evidenza che neppure il peggior abuso di oppioidi avrebbe dotato l’autore di una fantasia tanto perversa da renderlo in grado di inventarsene anche uno solo”.
    Venite a trovarmi su https://cassandrascrivens.wordpress.com/!

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