Il castello Rackrent, Maria Edgeworth

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…la mia signora non poteva sopportare l’odore del punch al whiskey.
“Cara”, dice lui,”lo sopportavi benissimo prima che ci sposassimo, e perché adesso no?”.
“Caro” dice lei,”non ne avevo mai percepito l’odore, altrimenti ti assicuro che non avrei mai potuto accondiscendere a sposarti”.
“Cara, mi dispiace davvero che tu non ne abbia mai percepito l’odore, ma ormai non possiamo farci nulla”, ribatté il mio padrone, senza accalorarsi né farsi distogliere dal suo intento, e con tranquilla affabilità si servì un altro bicchiere e se lo bevve alla sua salute.

Thady Quirk è il vecchio servitore del castello Rackrent.
Voce narrante del romanzo ci conduce attraverso le vicende degli ultimi proprietari del castello.
Proprietari non proprio adatti al loro ruolo potremmo dire: chi pensa solo a spendere e a fare debiti, chi si rifiuta di pagare i debiti dei suoi predecessori, chi combina un matrimonio sbagliato che diventerà la favola di tutto il paese.
Punto in comune tra tutti i proprietari è la passione per le feste e per il whiskey.
Perché questi aristocratici padroni del castello sono tutti dei gran giocatori e amanti della bella vita e della compagnia; che poi non siano per niente in grado di pensare alle conseguenze del loro operato è uno dei tratti affascinanti di questi personaggi.

Maria Edgeworth scrive questo suo primo romanzo all’inizio dell’ottocento ritraendo in modo magnifico tutte le caratteristiche del popolo irlandese in un momento storico di grande importanza quando cioè si preparava l’unione tra l’Irlanda e la Gran Bretagna.
Fazi Editore pubblica questa opera godibilissima regalando al lettore italiano un romanzo dimenticato che strappa più di un sorriso e regala un tuffo tra la verde Irlanda, la gioia dei suoi abitanti e l’allegra rassegnazione nell’accettare ciò che non va.
Buona lettura.

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