L’ultima estate, Cesarina Vighy

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Dicono che si nasca incendiari e si muoia pompieri. A me è successo il contrario: brucerei tutto, adesso.

Z. è una donna gravemente malata.
Dallo spazio ristretto di casa sua osserva la vita tenace che avanza nonostante tutto: i vicini che vanno e vengono, i piccioni in cerca di cibo, un merlo che fa il nido sull’albero vicino alla sua finsestra.
Per lei, ogni gesto che può sembrare semplice, quotidiano, è di enorme difficoltà.

Camminare eretti e parlare, due facoltà che hanno fatto della scimmia un uomo: io le sto perdendo entrambe. Restano l’inutile pollice sovrapponibile e l’insopportabile coscienza di me.

E allora Z. ricorda.
Lei da bambina, l’infanzia sotto le bombe, la Venezia che ha amato, Roma vitale, il primo cuore spezzato. Il tutto raccontato nitidamente, con autoironia che fa leggere bene anche le cose più difficili.

Patti chiari: non sarà un acquerello, piuttosto un’autopsia. Forse vi farò male. Ne farò anche a me.

Un libro che entra dentro, con un linguaggio nitido senza sdolcinatura.
Il lettore si trova come affacciato ad una malattia, che intrappola una donna che ripercorre la sua vita. Passato, presente e futuro che si mescolano in questo romanzo che risulta difficile da commentare.

L’ultima estate ha vinto il Premio Campiello Opera Prima e ha ottenuto il secondo posto al Premio Strega nel 2009.

L’ultima estate
Cesarina Vighy
Fazi, 2009, 190 pag., € 18.00

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Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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