Piccoli esperimenti di felicità, Hendrik Groen

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Anche quest’anno i vecchi continueranno a non piacermi. Il ciabattare dietro i girelli, l’impazienza fuori luogo, le lagne interminabili, i biscottini con il tè, i sospiri i mugolii. Ho 83 anni e ¼”.

Hendrik, ottantatre anni, vive ad Amsterdam in una casa di riposo, dove tutto scorre molto lentamente senza molto da fare se non ricordare il passato.

Le giornate monotone del protagonista scorrono tra le chiacchiere con l’amico Evert e con l supervisione di una severissima direttrice, il tutto raccontato per un anno nelle pagine del suo diario. Vivono in questa casa di riposo anziani dai 65 anni in su, alcuni con problemi di salute, altri che non possono essere accuditi dai figli oppure che non ne hanno.

Hendrik inizia a soffrire di incontinenza e crede che nella vita bisogna avere uno scopo, un fine. Decide che è giunto il momento di farsi dare una pillola per la “dolce morte” ma si concede  un anno di tempo, dopo aver fondato un Club, il “Club dei vecchi ma mica morti” con delle regole di ammissione rigide per partecipare alle varie attività.

I sei membri a turno organizzano un’uscita che sia per gli altri una sorpresa.

Giunti alla vecchiaia non ci sono più obiettivi, ne figli da crescere, ne carriere, c’è solo rassegnazione. Invece il protagonista vuole trovare una ragione per cui ogni giorno valga la pena di essere vissuto o come dice lui anche un giorno su due.

Unica nota dolente ho trovato il libro forse un po’ troppo lungo e in alcuni punti pesante, ma la storia ed il modo di affrontare la vita di Hendrik mi sono piaciuti molto.

Buona lettura!

Piccoli esperimenti di felicità
Hendrik Groen
Longanesi, 2015, p. 330, € 9,90

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Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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