Fiori sopra l’inferno, Ilaria Tuti

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Austria 1978, in un edificio misterioso denominato “La scuola” si svolgono pratiche inquietanti, tanto che a chi presta servizio viene richiesto di “vedere, osservare e dimenticare”, le infermiere assistono i piccoli ospiti con un cappuccio in testa e devono evitare ogni forma di accudimento.

“Ti occuperai della loro igiene e del nutrimento, ma mai, mai, dovrai accudirli o dire anche una sola parola” riepilogo i suoi compiti. “Il contatto fisico deve essere limitato allo stretto necessario”.

A Travenì un paesino di montagna viene trovato assassinato un uomo, il suo corpo abbandonato nel ghiaccio ma protetto dagli animali del bosco attraverso trappole accuratamente disposte intorno al cadavere, all’uomo mancano alcune parti del viso.

Al primo delitto ne seguono altri sempre più efferati e misteriosi, in un primo momento apparentemente scollegati tra loro, ma successivamente si scopre che le vittime del mostro sono in qualche modo associate ad un gruppo di bambini legati tra loro da una forte amicizia.
I ragazzini si trovano nel bosco dei delitti per sostenersi a vicenda e confessare i loro segreti, sono forse in pericolo?

D’un tratto ne fu certo.
C’era qualcuno, nascosto nell’oscurità, e lo stava osservando

Dell’indagine si occupa Teresa Battaglia commissario di polizia, apparentemente molto dura e burbera, sa essere tenera quando si tratta di avere a che fare con dei bambini, al contrario è ancor più caustica con il nuovo membro della sua squadra appena arrivato che invece anela a svelare il mistero di tanta durezza.
Ma come sempre le apparenze ingannano e dietro a tanta durezza scopriremo tanta umanità, forse persino i mostri ne hanno un po’.

“Secondo lei, il mostro è in ognuno di noi?” chiese. Sembrava scettico.
“Ne sono convinta. Se sei fortunato, se il destino ti dà in dote una vita almeno decente, continuerà a dormire fino al tuo ultimo respiro. In loro invece , è stato alimentato da abusi e traumi.”

Mi è proprio piaciuto questo romanzo d’esordio, c’è davvero tanta umanità dietro a tanta durezza e Teresa Battaglia ne è l’emblema, mi ricorda tanto Pedra Delicado della Jimenez Bartlett, donne apparentemente scontrose e spigolose, ma che dietro la maschera nascondono un empatia grande e una apertura di pensiero rara.
Oltre alla minuziosa analisi della psicologia dei personaggi il secondo aspetto che mi ha affascinata è la descrizione dei paesaggi, l’autrice è Friulana e ambienta il suo romanzo sui suoi monti creando una magia speciale.

Fiori sopra l’inferno
Ilaria Tuti
Longanesi, 2018, p. 366, €. 16,90

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quarantaduenne, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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