Il peso della farfalla, Erri De Luca

“Una farfalla bianca sta sul corno del re dei camosci, un fucile sta a tracolla del vecchio cacciatore di montagna. Li attende un duello differito negli anni. Più che la loro sorte, qui si decide la verità di due esistenze opposte.”

Il re dei camosci, magnifico, possente, bellissimo, è rimasto orfano da piccolo e ha imparato tutto quello che dalla vita si può imparare facendo conto solo sulle sue forze.

E’ un animale fiero e solitario, e il giorno in cui sfida e batte il vecchio re, una farfalla bianca si posa sul suo corno con un leggero battito d’ali.

Anche l’uomo che chiamano “re dei camosci” è un solitario, che ha passato gran parte della sua vita a cacciare di frodo, a rubare al padrone di tutto le sue creature. Lui non ha storie da raccontare e vive da solo nella casa al limite del bosco. Non ha storie da raccontare nemmeno per quella giovane giornalista che si è messa in testa di intervistarlo, lui, che non è abituato a frequentare le donne e che ha “dimenticato che hanno di superiore la volontà”.

I due re sono vecchi e stanchi, tutti e due si svegliano una mattina di novembre, tempo di duelli e tempo di femmine, e sentono arrivare l’ora della fine.

Accompagnandoli, lieve e delicato come il battito d’ali di una farfalla, Erri De Luca ci fa conoscere la realtà di due solitudini diverse ma molto simili: la solitudine del grande camoscio, fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo, e la solitudine dell’uomo, del cacciatore taciturno che sa di aver rubato fin troppo.

Una storia delicata e intensa, leggera e profonda, da leggere tutta d’un fiato e da gustarsi lentamente, quando si sente il bisogno di una tenera piccola emozione.

IL PESO DELLA FARFALLA
Erri De Luca
Feltrinelli,2009, 70 pag., € 7,50

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

7 COMMENTS

    • Non conoscevo De Luca ma mi ha colpito tempo fa una sua poesia letta nonsodove… e poi il titolo di questa piccola opera d’arte ha qualcosa di potente, no?

      • Hai voglia!
        Dopotutto ve lo ricordate il film The Butterfly Effect?

        “Si dice che il minimo battito d’ali di una farfalla sia in grado di provocare un uragano dall’altra parte del mondo”….ha il suo peso eccome! 😀

  1. Anch’io non avevo mai letto De Luca , poi una signora del circolo di lettura mi ha prestato “Il giorno prima della felicità” una bella storia piena di emozioni e di delicatezza … merita 🙂

  2. Tutti, io li ho letti tutti i libri di De Luca. E’ uno dei miei autori contemporanei preferiti. ‘Il peso della farfalla’ mi è piaciuto moltissimo….questo è il commento che ho scritto sulla mia libreria aNobii : “Adoro la dolcezza cruda di Erri De Luca….una storia splendida che mette a nudo l’imperfezione dell’essere umano.”
    PolepolucciucciuccinaBella, probabilmente la poesia che intendi tu è “Considero valore”…non escludo di avertela proposta anche io…a me piace molto.
    Eccola.
    Per te.
    Per tutte voi.
    Tatti ^_^

    Considero Valore

    Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
    Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
    Considero valore il vino finché dura un pasto, un sorriso involontario,
    la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello che oggi
    vale ancora poco.
    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere
    in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
    provare gratitudine senza ricordarsi di che.
    Considero valore sapere in una stanza dov’è il nord, qual è il nome
    del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
    la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
    Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

    Molti di questi valori non ho conosciuto.

    Erri De Luca

    • Sì, era proprio questa! Ho anche in mente di lavorarci un po’ su… chissà cosa ne verrà fuori!
      Grazie Tatti, per averla dedicata a tutte noi, credo che sia una di quelle cose da conservare in una bella scatola dei ricordi… magari quelle belle scatole di latta di una volta… ;-))
      Un bacio!

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