L’esorcista, William Peter Blatty

Iraq settentrionale.
L’avvampare del sole spremeva goccioloni di sudore dalla fronte del vecchio, tuttavia egli strinse il bicchiere di tè bollente e dolciastro tra le mani, come a scaldarle. Non riusciva a scrollarsi di dosso il presentimento. Gli si era appiccicato sulla schiena come gelide foglie fradice.
Gli scavi erano terminati. Uno strato dopo l’altro, il suolo era stato setacciato; gli oggetti trovati nelle sue viscere, esaminati, etichettati, erano già stati spediti. Le collane e i ciondoli, le gemme incise, i falli, i mortai di pietra viva dipinti con l’ocra, i vasi bruniti. Niente di eccezionale. Un cofanetto assiro d’avorio, con l’occorrente per la toletta. E resti umani. Ossa umane. Gli avanzi friabili dell’angoscia cosmica che in un tempo lontano lo avevano indotto a chiedersi se la materia non fosse Lucifero brancolante verso i cieli per tornare al suo Dio. Ma ormai aveva perso le illusioni. La fragranza delle piante di liquirizia e dei tamarischi attirò il suo sguardo sulle alture coperte di papaveri, sui canneti delle piane, sul tratto di strada scabra e sassosa che si tuffava a capofitto nell’orrido. A nord-ovest c’era Mossul, a est Erbil, a sud Bagdad e Kirkuk e la fiammeggiante fornace di Nabucodonosor.

Che cosa sta succedendo alla dolce Regan, la figlia dodicenne della famosa diva del cinema Chris MacNeil, tramutatasi in un mostro blasfemo che urla oscenità e frasi sconnesse? Sua madre non riesce a capirlo. Né lo capiscono i medici, gli psichiatri, neppure la polizia. Forse solo un esorcista può dare la risposta. Ma la Chiesa impone cautela, esige prove, chiede tempo. Intanto la casa risuona di colpi, i mobili si spostano da soli, un uomo muore con il collo spezzato, il fragile corpo di Regan sembra cedere alla tempesta che lo squassa. E lo scontro tra l’uomo di Dio e gli spiriti del Male sembra ormai inevitabile. Un magistrale capolavoro dell’horror, un libro che ha ispirato uno degli incubi più riusciti del cinema di tutti i tempi.

Parlando di letteratura da paura non potevo esimermi dal citare il capolavoro di William Peter Blatty, la cui trasposizione cinematografica mi ha regalato anni di inquietudine e una buona dose di notti insonni.
Se, poi, ci aggiungete che quando vivevo in casa dei miei la mia camera da letto era di fronte alla loro…e che sul loro letto troneggiava una pomposa e assai inquietante bambola (di quelle con gli occhi che si chiudono per intenderci) bella seduta…potete capire la mia agitazione nel passare li davanti!
In conclusione: un libro da leggere soltanto con la luce del sole e assolutamente senza il sottofondo musicale di Mike Oldfield (altra causa della mia inquietudine quando ho visto il film)!

L’ESORCISTA
William Peter Blatty
Mondadori, 1971

5 COMMENTS

  1. Parlavo dell’iniziativa del “libro da paura” con mio papà: questo è stato il “SUO” libro da paura!
    Lo leggeva a letto ed ogni tanto si guardava intorno..

  2. Ho i brividi al pensiero del film, temo che il libro (anche se mi attira) resterà ancora sugli scaffali per un pò..son sensibile io!

  3. Il libro è terrbile…perchè si…il film fa paura, la musica è inquietante…ma quello che può immaginare la tua mente mentre leggi…non penso abbia eguali…sto libro mette i brividi comunque!

    • ma di guardare il film neppure mi veniva in mente!!! non sono mai riuscita a guardare la copertina del libro che comunque è più “brutta” di questa!

      • Pensa che io il film l’ho visto anni dopo aver letto il libro….e per puro caso…ero a cena da una mia amica e lei: “E ora vediamoci un bel film!”….no dico…la sera, salendo in camera mia….sono dovuta passare davanti alla famigerata camera dei miei con la bambola….sono quasi morta….

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