Il barone rampante, Italo Calvino

Un ragazzo sale su di un albero, si arrampica tra i rami, passa da una pianta all’altra, decide che non scenderà più. L’autore di questo libro non ha fatto che sviluppare questa immagine e portarla alle estreme conseguenze: il protagonista trascorre l’intera vita sugli alberi, una vita tutt’altro che monotona, anzi: piena di avventure, e tutt’altro che da eremita, però sempre mantenendo tra se e i suoi simili questa minima ma invalicabile distanza

Il Barone Cosimo Piovasco di Rondò decide di salire sopra gli alberi del suo giardino per disobbedire all’ordine di mangiare lumache a pranzo, e da quella decisione nasceranno le tante avventure narrate da suo fratello Biagio in questo bellissimo romanzo. E si tratta di storie mirabolanti, di viaggi lunghissimi attraverso le vie frondose degli alberi, di accompagnatori strani e particolari. Cosimo diventerà famoso e incontrerà anche importanti personaggi di fama storica: Diderot, Napoleone, lo Zar di Russia.

Che fascino, che attrazione quando l’ho letto per la prima volta (no, non era il giurassico…): Calvino ti attira nella sua tela di ragno, e ne rimani completamente invischiata. Anzi, all’inizio ero anche un pò infastidita, per la banalità della storia: che ci farà un ragazzino su un albero? Si costruirà la solita casetta e all’ora di cena tornerà dai suo genitori.
E invece leggendo questo secondo capitolo della Trilogia Araldica (insiema a Il visconte dimezzato e Il cavaliere inesistente) ti ritrovi inesorabilmente e definitivamente presa dal senso di libertà, dalla rivoluzione di una scelta, non puoi fare a meno di pensare che le quattro mura che ti “rinchiudono” siano una magra consolazione per un’anima zingara.
Da non perdere.

Buona lettura e a rileggerci!

Il barone rampante
Italo Calvino
Dati:1993, XLVII-272 p.
Editore: Mondadori (collana Oscar Opere di Italo Calvino)

Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

4 COMMENTS

  1. Da non perdere, sì! Soprattutto se continui ad avere quell’anima zingara che salta fuori ogni volta che può…
    La proposta di rileggere Calvino è capitata quasi per caso ma a dire il vero… è proprio vero che i libri ti cercano al momento giusto! Sto vivendo e rivivendo sensazioni bellissime, leggendo le recensioni, rileggendo i vecchi libri sottolineati dei bei tempi andati… e riscoprendo quello che all’epoca non avevo letto!
    😀

  2. Ho un blocco con Calvino. Forse perché mi ricorda troppo la scuola. Però… però questo forse l’ho già letto. Chissà, magari ci riprovo!

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