Il profumo del pane alla lavanda, Sarah Addison Allen

A ogni falce di luna, senza eccezioni, Claire sognava la propria infanzia. Cercava sempre di rimanere sveglia quelle sere in cui le stelle scintillavano, e la luna era solo una scheggia che sorrideva provocatoria al mondo laggiù, come le belle donne sui vecchi cartelloni che pubblicizzavano sigarette e succo di limetta. In quelle notti, se era estate, alla luce delle lampade ad alimentazione solare che illuminavano il sentiero, Claire si dedicava al giardinaggio, strappava erbacce e accudiva le piantine: l’ipomoea alba e il trombone d’angelo, il gelsomino notturno e la nicotina alata. Non facevano parte del lascito delle Waverley ma, a causa della frequente insonnia, Claire aveva aggiunto al giardino fiori che la impegnassero in quelle notti in cui era così stravolta che la frustrazione le bruciava l’orlo della camicia da notte e le rendeva operose le mani.

La recensione di Il profumo del pane alla lavanda, Sarah Addison Allen

Claire Waverley vive in una grande casa, a Bascom. E’ la casa ereditata dalla nonna, in stile, con un grande giardino che nasconde un segreto: le piante, i fiori, i frutti che vi crescono hanno poteri magici e la proprietà di influenzare il carattere ed i comportamenti delle persone che li mangiano.

Claire usa con sapienza e semplicità questi ingredienti fatati nella sua cucina, e prepara caramelle di angelica e tortine ricoperte di viole del pensiero cristallizzate, che rendono i bambini giudiziosi, insalata di cicoria e menta, che danno la certezza che qualcosa di buono sta per accadere – che poi accada o no, zuppa di bacche di rosa, che assicura che gli amici vedano solo la bellezza della tua casa e nessun difetto, vino al geranio rosa che fa ritrovare la felicità e i bei tempi andati, vino di caprifoglio che permette di vedere al buio:

(…) quel nettare ogni anno portava con sé alcune rivelazioni. Dopotutto vedere al buio significa anche notare cose che, altrimenti, si ignorerebbero (…)

Claire crea tutto questo per gli altri, non curandosi di quello che potrebbero essere il suo destino e della sua vita. Claire sotterra i frutti del melo magico ogni volta che lui le lancia le sue mele, convinto che sarebbe meglio per lei se desse uno sguardo al suo futuro. Ma il melo continua a lanciarle. E un giorno una di quelle mele viene addentata dal nuovo vicino di casa. E sempre in quei giorni Sidney Waverley torna a casa di sua sorella, con sua figlia Bay e un passato da dimenticare.

La mia opinione di Il profumo del pane alla lavanda, Sarah Addison Allen

Da’ alle persone qualcosa che ancora non sanno di adorare e non si scorderanno mai di te.

Avete mai provato ad assaggiare un fiore di lavanda?
Fatelo: un pochino di magia potrebbe entrarvi nel cuore e non uscirvi più! E’ quello che è successo a me quando ho iniziato a leggere Il profumo del pane alla lavanda: qualcosa di magico, intenso, le prodigiose proprietà dei fiori e dei frutti, gli aromi, i ricordi, i sorrisi, si sono impossessati di me e mi hanno tenuto per mano durante la lettura di questo libro fatato. Ho una passione smisurata per le storie che parlano di cucine e ricette, di vite e intrecci che si svolgono attorno ad un focolare domestico. E mi piace quando queste storie assumono (molto spesso, a onor del vero) risvolti magici e misteriosi: e se questa è la tendenza attuale di un certo tipo di scrittura, non è certo da tutti avere il dono di riuscire a dare ad una storia quel sapore ‘particolare’, come non è facile riuscire a tenere il lettore ‘dipendente’ dal libro dall’inizio alla fine.

Sarah Addison Allen c’è riuscita, con la storia della famiglia Waverley: da quando ho aperto la prima pagina del libro sono diventata parte del racconto, affascinata dalla sapiente dote di Claire, coinvolta dalla vivacità di Sidney, incantata dalla vecchia cugina Evanelle, intenerita dalla piccola Bay. Una storia dolce e delicata, che fa entrare in punta di piedi, nella vita di chi legge, un mare di profumi e tantissimi ricordi…

L’autrice: Sarah Addison Allen

Sarah Addison Allen è nata e cresciuta ad Asheville, nel North Carolina. Si è laureata in letteratura ed ha iniziato a scrivere. Ha sempre pensato che fosse “pazzesco che si potesse prendere un diploma per ‘leggere’. E’ come avere una specializzazione in ‘mangiare cioccolata’! “

Del suo primo libro, “Il profumo del pane alla lavanda” (“Garden Spells” il titolo originale) dice: “[…] era pensato come la semplice storia di due sorelle che si ritrovano dopo tanti anni. Ma poi il melo nel giardino ha cominciato a lanciare le sue mele e la storia ha preso vita da sola… e la mia vita non è più stata la stessa.

IL PROFUMO DEL PANE ALLA LAVANDA
Sarah Addison Allen
Sonzogno (collana Romanzi), 2008, pag. 283
ISBN: 9788845414701

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

13 COMMENTS

    • Cinzia, lo sai… 🙂 il problema è che con la silbi che mi mette in mente certe strane idee… mi sa che mi leggerò anche quelli in inglese! 😉

      • Ho dato un occhio se in biblio ce l’hanno… è in prestito fino al 18 aprile… direi che mi prenoto… Pole piglialo anche tu che lo leggiamo insieme…. oppure ne facciamo il secondo gruppo di lettura?

    • Il mio grazie ufficiale va a Cinzia, che mi ha fatto conoscere questa autrice e che mi ha regalato questo libro (è lì, al suo posto nella libreria, nella sezione Colpi di fulmine! ;))

  1. …lo voglio!!!!avevo letto la maga delle spezie e mi era piaciuto moltissimo…quindi terrò presente questo libro per un probabile regalo di compleanno(visto che questo è il mio mese!!!)ahahahahahah

    • Non so se lo stile è quello de La maga delle spezie.
      So che questa magica storia, dolce, semplice, delicata e intensa, mi ha accarezzato e mi è entrata nel cuore.
      Così come davvero fa il fiore di lavanda… 😉

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